Il Tirreno

Sorpasso di Massa-Carrara su Verona

Lapideo, storico risultato nel valore di fatturato dell'export per i primi 9 mesi

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. I dati Istat testimoniano, con un tempismo eccezionale - è stato appena aperto il tavolo del marmo... - che nei primi 9 mesi del 2010 c'è stato il sorpasso nell'export tra la sola provincia di Massa-Carrara ai danni di Verona. Come sottolinea Ottopassi-Giorgio De Filippi, Massa-Carrara torna così la provincia più importante d'Italia per l'export lapideo.  Se poi, osserva nella sua analisi De Filippi, si aggrega il dato apuano con la Versilia e La Spezia, il divario con Verona diventa amplissimo: nell'ordine dei 115 milioni di euro, come si vede dalla tabella.  Giorgio De Filippi, dell'Istituto di studi e ricerche, è sicuramente un esperto in analisi economiche, e non ha dubbi nel definire il sorpasso come un risultato storico. «Agli inizi degli anni Duemila - ricorda - Verona, da sola, esportava più materiali lapidei (sempre in valore) dell'insieme del distretto apuo-versiliese, province di Lucca, La Spezia e Massa-Carrara. Negli ultimi anni a causa della crisi del granito, il distretto apuano, dove è maggiormente presente il marmo, ha sempre esportato più di Verona. Ora, con i recentissimi dati messi a disposizione dall'Istat, la sola provincia di Massa-Carrara esporta più di Verona: 285,5 milioni di euro contro 270,4». Ottopassi-De Filippi non nasconde certo che siamo di fronte a quello che definisce un "sorpasso del gambero", all'indietro. Perché aggiunge: «Nel 2000 Verona esportava lavorati per 558,7 milioni di euro e grezzi per 30,5 milioni di euro. Totale 589,2 milioni di euro, mentre nel 2010 sul totale annuo, probabilmente esporterà lavorati per circa 338 milioni di euro e grezzi per circa 30 milioni di euro per un totale stimato di 368 milioni di euro. Massa-Carrara nel 2000 esportava tra grezzi e lavorati per 490,3 milioni di euro, saranno 384,5 nel consuntivo del 2010». Nel suo commento, fa un'aggiunta De Filippi: «La leadership del lapideo nazionale è oggi a Massa-Carrara, ma chissà perché continuiamo a vivere una sorta di complesso di inferiorità... Biennalizzando Fiere, lasciandoci sfuggire centri servizio ed accordi con Associazioni nazionali, ecc... Sarà anche questioni di uomini che guidano certi processi?». Fin qui De Filippi.  Resta forse da aggiungere che è da tempo che arrivano segnali inequivocabili che il marmo, e soprattutto i blocchi, stanno vivendo una stagione d'oro. La nostra inchiesta sui bilanci, la scorsa estate, lo ha dimostrato a chiare lettere. E nei giorni scorsi, l'osservatorio dell'Istituto di studi e ricerche e della Camera di commercio lo ha ribadito: le imprese del settore estrattivo prese in esame hanno chiuso il 2009 con un più 7% sul 2008 quanto a fatturato. Non solo: fra le 52 aziende apuane che hanno fatturato più di 10 milioni di euro, ben sedici sono del settore lapideo in genere.  In questo contesto di trend più che positivo si inserisce ora il tavolo del marmo sulla rivisitazione delle tariffe, appena aperto venerdì. La questione sul tappeto è quella di prendere come base impositiva il valore "quasi" reale; i segnali che arrivano sono che il fatto di ampliare il numero delle fasce da tre a quattro (sdoppiando il marmo ordinario, che vale 650mila tonnellate, in ordinario vero e ordinario di pregio) non piace. La trattativa comunque è appena agli inizi: certamente, il Comune ha dalla sua le sentenze della Cassazione sulla legge 78-98 e della Corte Costituzionale sul regolamento degli agri marmiferi. Ma prima di arrivare a far leva sulle sentenze, l'impressione è che tutte le parti vogliano comunque arrivare ad un accordo condiviso. M.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web