La manifestazione
«Operazioni bloccate»
Alessandra Vivoli
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A sinistra lospedale e in alto lavvocato Gianluigi Fondi presidente Tribunale del malato Asl: il tribunale del malato lancia l'allarme
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CARRARA. Operazioni ritardate, o addirittura rinviate a data da destinarsi (succede per le protesi in ortopedia), perchè mancano i soldi. Oltre 150 ammalati in lista d'attesa per cominciare la radioterapia, trattamento utilizzato per i pazienti oncologici. Gli ammalati di tumore. Cantieri, e lavori bloccati, per le migliorie nei reparti di terapia intensiva e anatomia patologica: e anche nel bunker che dovrebbe ospitare, all'ospedale civico, il nuovo acelleratore lineare. A puntare il dito sui problemi dell'Asl, «quelli concreti - sottolinea - con cui devono fare i conti i cittadini tutti i giorni», è il presidente del Tribunale del malato, l'avvocato Gianluigi Fondi. Fondi alza il velo su una situazione drammatica all'intero dell'ospedale carrase e lancia un appello al ministro della Salute Ferruccio Fazio. «Situazione drammatica: intervenga il ministro Fazio». Il presidente del Tribunale del malato (una sezione di Cittadinanza Attivia) si rivolge direttamente al ministro della Sanità del governo Berlusconi, Ferruccio Fazio. «La situazione alla nostra Asl è drammatica - sottolinea Fondi - Non sta a noi stabilire chi ha fatto cosa e di chi sono le responsabilità del buco milionario nel bilancio. Ma una cosa la vogliamo dire anche al ministro Fazio: facciano presto a sistemare tutti i conti, altrimenti qui, a rischiare sulla propria pelle, saranno gli ammalati». E i primi disagi, secondo il presidente del Tribunale del malato sono già iniziati. In 150 in lista di attesa. «La situazione per gli ammalti che devono sottoporsi alla radioterapia è davvero critica - afferma l'avvocato Fondi - In lista d'attesa, per cominciare il trattamento ci sono 150 pazienti. E questi dati ci vengono forniti dagli stessi ammalati che si trovano a dover affrontare un calvario nel calvario». E le cose, secondo il presidente del tribunale del malato, non sembrano destinate a migliorare, anzi. «Per il nuovo acceleratore lineare, che doveva essere posizionato nel bunker all'interno dell'ospedale civico i lavori sono stati bloccati - sottoliena Fondi - Questo significa creare ulteriori disservizi epr gli ammalati, per tutti coloro che hanno bisogno di questi trattamenti all'avanguardia per curarsi». La denuncia: bloccate alcune operazioni perchè troppo costose. La denuncia del Tribunale del malato tocca tutti quelli che, dal presidente Gianluigi Fondi, vengono definiti come «nervi scoperti» della sanità apuana. «Anche in questo caso noi raccogliamo le segnalazioni dei cittadini, e facciamo poi tutte le nsotre verifiche - precisa l'avvocato Fondi - Ebbene ci risulta che alcune operaizoni particolarmente costose, come le protesi ortopediche, da settimane vengono posticipate. O proprio cancellate: perchè, questa la giustificazione, non ci sono soldi». Insomma uno «stop» agli interventi chirurgici più costosi, per mancanza di fondi. Questa la denuncia del Tribunale del malato. «Dal prossimo anno- continua - solo chi potrà permetterselo ricorrerà alla cliniche private: a patire maggiormente i disservizi legati ai problemi finanziari dell'Asl saranno quindi, come sempre, i cittadini che appartengono alle fasce di reddito più deboli». «A rischio anche il progetto dell'hospice». Sulla carta un progetto importante, destinato ad accogliere le cure palliative per i malati terminali sia in ambito oncologico che di altre malattie degenerative. Ma che, adesso, secondo il presidente del Tribunale del malato, rischia di rimanere nel cassetto. «Ci siamo battuti tantissimo per questo progetto, i fondi sono arrivati nel 2004, ma che fine hanno fatto? - afferma Fondi - Adesso non si sa più quando partirà e, soprattutto, neppure se verrà fatto. C'è stato tutta una girandola di sedi, da quella dell'ex otorino a Monterosso, fino all'Ascoli e poi alla Pelù di Massa». «Ma, intanto - conclude - il progetto è ancora fermo e rischia di non essere inserito nella programmazione futura: siamo gli unici in Toscana a non avere l'hospice e per gli ammalati questo è un altro disservizio».
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