Sicurezza
Il futuro del litorale. Limprenditore versiliese illustra il suo progetto: un parco da 40mila metri quadrati e 1600 parcheggi
«Ecco il mio porto: tante barche e poche case»
Chiara Sillicani
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LA ZONA. Larea in cui sorgerà il porto turistico Varia prevede 30 bilocali: inutile farne di più visto che costruiamo su una concessione
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MASSA. Dai un'occhiata al progetto di porto turistico presentato da Stefano Varia, insieme alla Carlo Agnese Spa e ai cantieri Navali di La Spezia, e un dato ti balza agli occhi. Ma perché in un porto con 1290 posti barca e 1600 parcheggi sono previsti soltanto (si fa per dire) 30 bilocali? Una superficie residenziale complessiva di 2.400 metri quadrati. E quando Stefano Varia, imprenditore versiliese, ti spiega il motivo, capisci che c'è un elemento che è sfuggito nella accesa discussione sul porto. «Io voglio creare una infrastruttura - scandisce - non costruire abitazioni». E fin qui potrebbe essere sponsorizzazione. Ma quando prosegue comprendi che la logica che ha spinto a contenere lo spazio adibito all'abitativo è quella dell'uomo d'affari. Diritto di superficie, non proprietà. «Ma chi comprerebbe una casa che non è di sua proprietà?» fa notare Varia. Perché qualsiasi cosa sia costruita nel porto (in realtà il porto stesso) è, per così dire, a scadenza. Con una durata pari a quella della concessione richiesta per il porto. E, nel caso di Stefano Varia, 65 anni. Chi compra, quindi, non acquisisce diritti di proprietà, ma di superficie. Vero che in Italia spesso ha dominato l'equazione concessione uguale proprietà, ma adesso con l'Europa che ci tiene d'occhio e la direttiva Bolkestein che introduce l'asta pubblica, tutto si fa più complicato. Così Varia ha fatto due calcoli, valutando che pochi comprerebbero una casa sul mare, rischiando di non poterla cedere un giorno ai loro figli. «Nessuna torre e un mega parco». Per il loro porto Varia, Carlo Agnese e i cantieri Navali di La Spezia hanno scelto l'architetto Lorenzo Zacutti, ideatore di Porto Lotti e Mirabello a La Spezia. È proprio lui, insieme a Viola Agnese, responsabile commerciale per la Agnese spa, a spiegare che il loro «è un porto non impattante, inserito nel contesto paesaggistico senza strutture emergenti. Non sono previste - chiariscono - costruzioni alte (e il riferimento chiaramente è al progetto Caltagirone) perché riteniamo che un elemento di identità nella zona già ci sia: si tratta della Torre Fiat. La struttura più alta sarà di poco superiore ai 10 metri». Poi l'architetto sottolinea che «la filosofia è quella di recuperare l'area retrostante, realizzando un grande parco urbano, fruibile dalla cittadinanza, di ben 40mila metri quadrati, raggiungibile dal viale da Verrazzano che, riqualificato, diventerà una strada parco, raccordata alla viabilità urbana tramite una rotatoria e 290 parcheggi». L'intero parco sarà percorso da piste ciclabili e pedonali. «Recupereremo la nautica sociale. Dei 1291 posti barca - sottolineano gli ideatori del progetto, 263 sono destinati al circolo nautico e 300 alla nautica minore e ai residenti. Il Lavello che - assicurano - sfocerà al largo, in mare, dividerà il porto in due bacini di cui quello verso Massa destinato proprio a chi vive sul territorio e agli ormeggi attualemente ospitati nel porto mercantile. «Non toccheremo la darsenetta - ribadisce a chiare lettere Stefano Varia - perché è un elemento di identità del territorio». Le analisi di mercato. Gli imprenditori che hanno voluto il progetto assicurano che tutto è stato studiato nei dettagli, a partire dalla capacità del mercato locale di accogliere il nuovo porto. Varia, spiega quindi, che ampio spazio sarà destinato alla nautica di grandi dimensioni (con posti anche per barche da 80 metri), quella destinata a chi di soldi ne ha davvero tanti, quella - garantisce - che assicura indotto. Non solo, secondo Varia la presenza di travel lift permetterà alle aziende della nautica di trovare nel porto uno strumento per il loro potenziamento. Insomma, una struttura per le barche, per chi investe e produce nel settore nautico. E - parola di stefano Varia - niente speculazione.
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