La manifestazione
Operazione agnello. Tredici aziende hanno soddisfatto le richieste di champagne e cioccolato
Vino e soldi per il tecnico Asl
Alessandra Vivoli
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In alto il pm Federico Manotti a sinistra Stefano Rustighi il tecnico Asl sotto accusa Chiesto il giudizio immediato per concussione
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CARRARA. Chiedeva «cose buone» (dall'agnello di Zeri allo champagne) per chiudere un occhio sui controlli. E in molti (13 titolari di aziende) lo accontentavano. Per il tecnico dell'ufficio di prevenzione infortuni e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl, Stefano Rustighi, il pm Manotti ha depositato proprio nei giorni scorsi la richiesta di giudizio immediato. L'udienza sarà a primavera. Il procuratore Federico Manotti ha depositato nei giorni scorsi la richiesta di giudizio immediato (senza l'istruzione del dibattimento) nei confronti del tecnico dell'Asl, tratto in arresto nel lugio scorso, che si trova attualmente agli arresti domiciliari. L'udienza dovrebbe essere messa in calendario dal gip a primavera anche perchè, nel frattempo, c'è una causa di lavoro in corso, davanti al giudice Lama del foro di Massa: il tecnico, ha infatti impugnato il licenziamento messo in atto dall'azienda sanitaria presso cui era impiegato. La vicenda. Il tecnico Asl di 61 anni finito al centro della vicenda denominata dai carabinieri, «operazione agnello» proprio per i generi alimentari che venivano richeisti in cambio di controlli «più morbidi» sui luoghi di lavoro, venne denunciato dal titolare di una ditta, stanco dalle continue richieste di soldi. L'accusa mossa nei suoi confronti è di concussione. Le parti offese sono 13, tutti amministratori delegati di aziende o cantieri navali. A cui si aggiunge, sempre come parte offesa, anche l'Asl numero 1 di Massa Carrara. Ecco tutte le aziende coinvolte dalle richieste del tecnico Asl. Il lungo elenco dei capi di imputazione a carico del tecnico Asl comincia con la richiesta di «cose buone» provenienti da Zeri, onde evitare una sanzione di 8000 euro per irregolarità nella valutazione del rumore, a Miki Filippelli presidente del cda della Monterosso società cooperativa di Zeri. Le richieste, reiterate e periodiche, del tecnico Asl erano di agnelli, olio e formaggi. Ma chiedeva anche una confezione di 5 o sei bottiglie di champagne di marca Veuve Clicquot e la somma di 1000 euro. Un'altra ditta coinvolta è la Cim Srl della Spezia: il tencico indusse gli amministratori Servando Piaggi, Rino Simeone e Fabrizio Pacchioni a fornirgli, 10 litri d'olio d'oliva, tre bottiglie di dolcetto e tre di barbera, e 2mila euro in contanti. Questo per evitare il pagamento di sanzioni di 20/25mila euro per incompletezza - secondo Rustighi - nella documentazione presentata dalla ditta. A Massimo Simeone, legale rappresentante della ditta Do.Ma. elettroimpianti snc di Viareggio, Rustighi chiese, onde evitare il pagamento di 10mila euro per presunte irregolarità, alcune bottiglie di vino pregiato per un valore di 800 euro, e 2mila euro in contanti. Un pacco «con tante cose buone da mangiare» per avere un appalto. Chiedeva cibo e vino alle aziende non solo per fargli evitare multe. Ma anche prospettando alcuni appalti. È quanto successo con la Valdettaro Navi srl di Carrara. Il tecnico Asl, indusse Filippo Vanelo e Roberto Viani, amministratori dell'azienda, a dargli 6/8 bottiglie di olio di oliva e «un pacco con tante cose buone da mangiare». Prospettandogli la possibilità di aggiudicarsi un appalto di costruzione di alcune imbarcazioni chiedeva inoltre 1500 euro e una cassa di champagne Veuve Clicquot. Il discorso dell'appalto venne messo in atto anche con la Cesis di Spezia: il Rustighi convocò in ufficio l'amministratore unico Claudio Selleri, prospettandogli la possibilità di aggiudicarsi un appalto per la costruzione di alcune imbarcazioni. A fronte - si legge negli atti- «di due buste da 1500 e 1500». Nella vicenda dell'appalto per nuove imbracazioni venne coinvolto anche Sergio Contaldi della Voicon Group di Ancona: la richiesta del tecnico Asl fu, in questo caso, di un cesto natalizio con prodotti alimentari tipici delle Marche. Nonchè la somma di 3mila euro in contanti, sempre in due distinte buste da 1500 euro l'una, per l'appalto. Stesso discorso vale per la Arredamenti Porto di Genova: il Rustighi, facendo ventilare l'appalto di nuovo imbarcazioni si fece consegnra addirittura 3 distinte buste da 1500 euro ciascuna (due per terze persone - aveva precisato - una per sè). Chiese anche un uovo Lindt e champagne da consegnargli a casa. È lunga la lista delle parti offese. E dei capit di imputazione ascritti al Rustighi. Il tecnico Asl, infatti, indusse Sergio Chericoni, amministratore unico della Chean srl di Carrara, a dargli, a seguito di ripetute richeiste telefoniche, un uovo di ciccolato Lindt. Una colomba e una bottiglia di champagne, da consegnare presso la sua abitazione. Anche cassate siciliane. Figurano anche le cassate siciliane nelle preferenze gastronomiche del tecnico Asl. A Antonino Paterniti, della ditta Emporio Nautico srl di Carrara, Rustighi chiese, in ordine a una valutazione «bonaria» del rumore, due cassate siciliane che vennero inviate a mezzo corriere. Solo vini di marca. Dopo un'ispezione nella ditta, la Navalò works srl di Aulla, il tecnico controllore dell'Asl indusse la legale rappresentante, Maura Peroni, a consegnargli 6 bottiglie di vino e 1000 euro in contanti, per evitare sanzioni e prospettando anche la possibilità di aggiudicarsi un appalto, sempre lo stesso, per la costruzione di nuove imbarcazioni. A Claudio Scanzi della Scanzi Claudo Sas di Rapallo, nonchè referente dell Consorzio ponteggiatori riuniti presso i Nuovi Cantieri Apuania, a seguito della rilevazione di alcune violazioni della normativa anti-infortunistica venne proposta una soluzione «bonaria» attraverso vino e champagne, come dono natalizio. Venne inoltre convocato lo Scalzi negli uffici della Asl, dove il tecnico gli offrì la possibilità di aggiudicarsi un appalto per costruire alcune imbarcazioni: per questo vennero richieste, in più occasioni, 36 bottiglie di champagne e 36 bottiglie di vino bianco, più mille euro in contanti (per l'appalto). Al legale rappresentante della Cis Mar srl di Carrara, Massimiliano Federici, a seguito della costatazione di alcune irregolarità sui luoghi di lavoro, il tecnico dell'Asl chiese di recapitargli a casa 6 bottiglie di vino bianco. Dal direttore operativo della Porto Spa solo Veuve Clicquot. In occasione delle feste di Natale il tecnico Asl cheiese a Vittorio maggiani, direttore operativo della Porto spa, sei bottiglie di marca Veuve Clicquot, dicendo che erano destinate - secondo quanto dichiarato dal Rustighi - ad un regalo per un magistrato che si occupava di sicurezza sui luoghi di lavoro.
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