Il Tirreno

Tariffe sulla base del valore di mercato

Uno scorcio delle cave
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Uno scorcio delle cave

Marmo, il sindaco Zubbani mette sul tavolo un'ipotesi rivoluzionaria

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 CARRARA. Una rivoluzione: far pagare il marmo non sulla base di un valore "convenzionale" - come oggi - ma sulla base di un valore che almeno si avvicini a quello di mercato. È il tentativo del Comune, che ha illustrato la proposta di nuova tariffazione ieri al tavolo del marmo. Altra proposta: ampliare le fasce, dalle attuali tre a quattro, "spacchettando" quella mediana.  Oggi tre fasce. Oggi, i blocchi di 1ª fascia pagano 4,60 euro a tonnellata; quelli di 2ª (la maggioranza, 650mila tonnellate l'anno) 7,80 euro: il marmo ordinario; la terza fascia (statuario e calacata) 13,5 euro la tonnellata. Il Comune vorrebbe spezzare la seconda fascia in due (perché alcune cave danno un ordinario di pregio) e, soprattutto, prendere come base imponibile, un valore "quasi" di mercato. L'unico esempio filtrato, è quello sulla fascia più alta: oggi il valore convenzionale è di 130 euro (e sappiamo che lo statuario e il calacata spuntano anche 1.500 euro la tonnellata...), il sindaco Angelo Zubbani ha ipotizzato una forchetta fra 300 e 450 euro; insomma, il triplo, che porterebbe quindi la tariffazione dai 30 ai 45 euro la tonnellata.  Il clima, a quanto emerge, è di una certa disponibilità a discutere. L'importante era comunque tornare a sedersi al tavolo, e riavviare un dialogo. L'obiettivo - sottolinea il sindaco - era «condividere un percorso che possa dare certezze al Comune e alle imprese». Al tavolo i rappresentanti di Assindustria, Api, Cna, Confartigianato e Lega delle cooperative.  In cambio di una rivistazione tariffaria, da stabilire per i prossimi anni, il Comune si è detto disponibile a ridiscutere tre aspetti. Il primo, un potenziamento dell'ufficio marmo per istruire e snellire le procedure di rilascio delle autorizzazioni di lavoro; «Abbiamo già messo in cantiere le assunzioni di un geologo e un nuovo tecnico», ricorda il sindaco. Sulla questione spinosa del rapporto fra concessionario e trasportatore (in riferimento ai detriti), che aveva visto il Comune costretto a scaricare sui concessionari i mancati pagamenti dei trasportatori, il Comune è disponibile a "triangolare", cioé a esprimere formale gradimento sul trasportatore. Dopo un'istruttoria, sarà il Comune a chiedere una fidejussione al trasportatore; solo nel caso in cui non ci fosse le condizioni per escutere la fidejussione, si andrebbe in capo al concessionario. Secondo l'amministrazione, anche questa formula rispetta la legge 78-98, che prevede che la responsabilità di smaltimento dei detriti è in capo al concessionario  Confermata la possibilità di concessioni per 29 anni, come previsto dal regolamento agri marmiferi.  In cambio il Comune chiede di esaminare prima l'accordo sulle tariffe che scadrebbe il 31 dicembre 2011. «Abbiamo proposto al tavolo in primis di suddividere la seconda fascia di bianco in due fasce, con una "sub-fascia" di fatto più di pregio, e su questo Assindustria e Lega in particolare hanno espresso perplessità sulla difficile classificazione. In sostanza proponiamo tariffe con valore di mercato, come dice il regolamento: quattro fasce, per ogni fascia un range di valore di mercato. per avviare trattative sulle tariffe». Il range è molto più alto dell'attuale: se si trova un accordo globale, è probabile che i valori siano rivisti. Sulla proposta tariffaria, ognuno farà passaggi interni alle associazioni. L'ipotesi è di rivedersi ai primi di gennaio. Sul tappeto, la possibilità che Comune e associazioni diano vita a un progetto congiunto di sviluppo dell'artigianato artistico, destinandovi una quota dei maggiori introiti.  Insomma, prove di dialogo: ben sapendo che poi saranno le singole aziende ad aderire o meno, nei fatti, all'accordo. M.B.

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