La manifestazione
La perseguitava: è stato arrestato due volte
Occhi neri alla compagna: a processo per stalking
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CARRARA. Lui è in carcere per stalking nei confronti della ex convivente. Per quel reato è stato arrestato ben due volte: nel marzo e nel luglio dello scorso anno. Perchè, nonostante fosse già finito in carcere, non aveva smesso di perseguitarla. Con telefonate ripetute, minacce e molestie tali da generare nella donna uno stato di ansia che la faceva temere per la sua stessa vita. Una vicenda delicata (si era occupato del fascicolo il pubblico ministero Federico Manotti) per cui adesso si sta svolgendo un processo per stalking. Ieri, in tribunale, davanti al giudice Ferri e alla pm Lara Navarrini, è stata ascoltata proprio la ex compagna dell'imputato (assistito dall'avvocato Simone Barbieri) di cui non mettiamo il nome visto che si trova coinvolto nella vicenda anche il figlio minorenne dellla donna. È stata ripercorsa una storia difficile anche se, proprio la ex convivente ha cercato di ridimensionare, almeno nella frequenza, gli episodi di violenza. La donna ha infatti precisato che non sempre i litigi con quello che è stato il compagno, sfociavano nelle botte. Ma ha altresì rammentato, rispondendo alel domande precise del giudice, che per due volte le sono stati fatti gli occhi neri, e che è stata colpita con calci e pugni. La donna, incalzata dalle domande dell'avvocato Barbieri, ha anche dichiarato che, in un'occasione reagì alla violenza del compagno, spaccandogli sulla testa un tagliere di legno alto tre centimetri: tanto che l'uomo venne medicato con 130 punti di sutura. La vicenda aveva avuto anche un epilogo più pesante. L'uomo si era presentato nel locale, una pizzeria, gestito dalla donna, e l'aveva danneggiata, mettendo in serio pericolo anche l'attività lavorativa della ex compagna. Il tutto aveva causato nella ex convivente uno stato di ansia e di paura: la donna aveva cominciato ad avere paura per la sua incolumità fisica. Ed è per questo che, a seguito delle sue ripetute denunce, l'uomo era stato arrestato. E adesso si trova ancora in carcere: tanto che il processo è inziato più tardi del previsto proprio per consentire all'imputato (che come ha riferito il suo avvocato, Simone Barbieri, aveva chiesto espressamente di assistere all'udienza) di essere presente e quindi tradotto a Carrara dal carcere di Massa. L'udienza è stata aggiornata a giovedì prossimo: per il processo dovrebbe esserci la conclusione. A.V.
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