Finanza
Eaton, sospeso il digiuno
L'azienda tratta, gli operai bloccano lo sciopero della fame
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MASSA. Quando quella porta si è aperta un'ondata di emozione ha attraversato la sala del consiglio comunale. Davanti ai consiglieri riuniti sono apparsi i 7 operai della Eaton che da martedì avevano iniziato lo sciopero della fame. I lavoratori dai volti provati e con la voce rotta dall'emozione hanno chiesto la parola e fatto l'annuncio che tutta la città aspettava: la clamorosa protesta è stata sospesa. L'inaspettata decisione è arrivata dopo l'ennesima, convulsa giornata.
E soprattutto dopo l' accorato appello del sindaco Roberto Pucci in apertura del consiglio comunale che doveva votare sul documento che autorizza la trattativa per l'acquisto dell'area industriale della Eaton. «L'incontro di Roma è stato convocato ufficialmente per lunedì alle 16,30 - ha detto il sindaco Pucci in apertura del suo intervento di fronte ai consiglieri comunali e ai molti colleghi dei lavoratori in sciopero - per questo chiedo ufficialmente di sospendere la protesta». Pucci ha poi chiesto di telefonare agli operai chiusi all'interno dello stabilmento invitandoli a presentarsi nell'aula del consiglio.
Mentre la discussione in aula andava avanti, tutti i presenti ogni tanto si voltavano verso la porta in attesa di vederla aprire. Poi, improvviso è partito un applauso. Sulla porta c'erano i 7 operai. I colleghi sono partiti ad abbracciarli così come il sindaco. Il primo di loro a parlare è stato Alessio Castelli. Interrompendosi più volte per l'emozione il tenace sindacalista della Fiom ha annunciato la decisione presa. «Abbiamo deciso di rispondere subito all'appello della città - ha detto Castelli - la nostra protesta è sospesa. Speriamo adesso che la Eaton venga a Roma con la stessa voglia che abbiamo noi di risolvere i problemi. Adesso non hanno più motivo di respingere le nostre richieste».
Dopo è stato il turno di Michele Folloni e Giovacchino Pitanti. «Nonostante la situazione al limite - ha detto Folloni - molti compagni di lavoro ci sono stati accanto. Grazie a tutti». Poi pitanti ha cncluso gli interventi: «La nostra protesta è sospesa - ha detto - ma non la nostra lotta per riportare il lavoro da dove è stato portato via». Prima di questo momento di liberazione il sindaco aveva illustrato i contenuti del documento approvato dal consiglio comunale. «Vorrei far notare a tutti - ha detto Pucci - che l'accordo non può esser dato per sicuro. Se vengono al tavolo devono essere disposti a discutere di cassa in deroga».
La delibera concede al sindaco la possibilità di trattare l'acquisto dell'area industriale. Nell'accordo finale, secondo un vincolo imposto nel documento, dovrà necessariamente essere prevista la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori per 12 mesi. La delibera prevede anche che il sindaco verifichi i costi dell'affare per l'amministrazione e le modalità di pagamento. Come già annunciato il Comune proporrà alla Eaton un'offerta da 9 milioni di euro. Il pagamento dovrà essere dilazionato in 10 anni e la prima rata dovrà essere versata dopo 5 anni.
Dopo la trattativa il consiglio comunale dovrà votare nuovamente per approvare l'eventuale accordo. In caso di mancato accordo gli operai - che nei giorni scorsi sono stati licenziati - sono pronti a riprendere la protesta. La Eaton nell'annunciare l'adesione al tavolo di lunedì ha chiesto garanzie sul pagamento per l'acquisto dell'area. In quel caso sarebbe anche disposta a trattare sulla cassa integrazione in deroga. Nella discussione precedente l'approvazione della delibera il consigliere Stefano Alberti ha chiesto di ricostituire la commissione per la reindustrializzazione.
«La situazione del lavoro nella nostra provincia è drammatica - ha detto - serve un intervento pianificato accuratamente». Il capogruppo di Sel Cesare Lorieri ha invece chiesto di mettere più controlli sul comportamento delle multinazionali. G.D.
E soprattutto dopo l' accorato appello del sindaco Roberto Pucci in apertura del consiglio comunale che doveva votare sul documento che autorizza la trattativa per l'acquisto dell'area industriale della Eaton. «L'incontro di Roma è stato convocato ufficialmente per lunedì alle 16,30 - ha detto il sindaco Pucci in apertura del suo intervento di fronte ai consiglieri comunali e ai molti colleghi dei lavoratori in sciopero - per questo chiedo ufficialmente di sospendere la protesta». Pucci ha poi chiesto di telefonare agli operai chiusi all'interno dello stabilmento invitandoli a presentarsi nell'aula del consiglio.
Mentre la discussione in aula andava avanti, tutti i presenti ogni tanto si voltavano verso la porta in attesa di vederla aprire. Poi, improvviso è partito un applauso. Sulla porta c'erano i 7 operai. I colleghi sono partiti ad abbracciarli così come il sindaco. Il primo di loro a parlare è stato Alessio Castelli. Interrompendosi più volte per l'emozione il tenace sindacalista della Fiom ha annunciato la decisione presa. «Abbiamo deciso di rispondere subito all'appello della città - ha detto Castelli - la nostra protesta è sospesa. Speriamo adesso che la Eaton venga a Roma con la stessa voglia che abbiamo noi di risolvere i problemi. Adesso non hanno più motivo di respingere le nostre richieste».
Dopo è stato il turno di Michele Folloni e Giovacchino Pitanti. «Nonostante la situazione al limite - ha detto Folloni - molti compagni di lavoro ci sono stati accanto. Grazie a tutti». Poi pitanti ha cncluso gli interventi: «La nostra protesta è sospesa - ha detto - ma non la nostra lotta per riportare il lavoro da dove è stato portato via». Prima di questo momento di liberazione il sindaco aveva illustrato i contenuti del documento approvato dal consiglio comunale. «Vorrei far notare a tutti - ha detto Pucci - che l'accordo non può esser dato per sicuro. Se vengono al tavolo devono essere disposti a discutere di cassa in deroga».
La delibera concede al sindaco la possibilità di trattare l'acquisto dell'area industriale. Nell'accordo finale, secondo un vincolo imposto nel documento, dovrà necessariamente essere prevista la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori per 12 mesi. La delibera prevede anche che il sindaco verifichi i costi dell'affare per l'amministrazione e le modalità di pagamento. Come già annunciato il Comune proporrà alla Eaton un'offerta da 9 milioni di euro. Il pagamento dovrà essere dilazionato in 10 anni e la prima rata dovrà essere versata dopo 5 anni.
Dopo la trattativa il consiglio comunale dovrà votare nuovamente per approvare l'eventuale accordo. In caso di mancato accordo gli operai - che nei giorni scorsi sono stati licenziati - sono pronti a riprendere la protesta. La Eaton nell'annunciare l'adesione al tavolo di lunedì ha chiesto garanzie sul pagamento per l'acquisto dell'area. In quel caso sarebbe anche disposta a trattare sulla cassa integrazione in deroga. Nella discussione precedente l'approvazione della delibera il consigliere Stefano Alberti ha chiesto di ricostituire la commissione per la reindustrializzazione.
«La situazione del lavoro nella nostra provincia è drammatica - ha detto - serve un intervento pianificato accuratamente». Il capogruppo di Sel Cesare Lorieri ha invece chiesto di mettere più controlli sul comportamento delle multinazionali. G.D.
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