Il Tirreno

Sgarbi attaccato, poi il dialogo

Nelle foto la protesta degli studenti e poi il dialogo con Vittorio Sgarbi
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Nelle foto la protesta degli studenti e poi il dialogo con Vittorio Sgarbi

Contestazione degli studenti, il critico s'arrabbia ma dopo ci ripensa

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CARRARA. Protesta, scontro, poi confronto e dialogo con gli studenti. E un attacco durissimo, frontale, alla Biennale di scultura. L'arrivo di Vittorio Sgarbi a Carrara, per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Accademia di Belle Arti, è stato a dir poco movimentato.  Vittorio Sgarbi aveva appena iniziato a parlare, per la sua prolusione "Il ri(s)catto delle Belle Arti", quando alcuni studenti hanno mostrato due striscioni di protesta "Giocate con i nostri diritti" e "Inaugurate il nostro disagio", e hanno iniziato ad applaudire polemicamente. Sgarbi si è subito interrotto, ha aspettato che finisse l'applauso, e poi ha attaccato, alzando sempre più i toni della voce: «Siamo in un'Accademia di Belle Arti: potevate far meglio. E guardate, il vittimismo è degli impiegati, non degli artisti. È tutta retorica questa. E qui nessuno gioca, siete voi che giocate e non fate un c...».  Ha poi interrotto la conferenza, ha fatto il giro dell'affollata sala dei marmi, ma poi ha ripreso, con un tono relativamente più calmo. Tornando però sullo stesso tema. «Il disagio non si esprime con quel cartello, c'era disagio in Van Gogh e Modigliani, e per quello sono diventati artisti. Van Gogh non sarebbe orgoglioso di voi! Insomma, contro che cosa protestate?» «Contro i tuoi amici... il presidente del consiglio», ha gridato uno studente dalla sala. «Ma quali amici? Amici non ce ne sono. Piuttosto, chi sono i vostri amici? Bersani? Veltroni? Vendola?» «Non siamo qui a fare campagna elettorale, siamo qui per rivendicare il diritto allo studio, che è come il diritto alla salute...», ha prontamente replicato un altro studente. E un'altra: «Non siamo in vendita...». Sgarbi ha ribattuto, in un botta e risposta serrato: «A parte che nessuno ti vuole comprare e non sei stata obbligata ad iscriverti all'Accademia. Qui il problema è complesso, è un problema di risorse. Avrei capito se aveste fatto un attacco alla Biennale di Cavallucci, più di un milione di euro buttati via per fare una biennale del marmo senza il marmo. Perché secondo lui la Biennale è solo una serie di provocazioni e nient'altro».  In tutto ciò, l'assessore alla Cultura Giovanna Bernardini era in prima fila. E, alla fine ha dichiarato: «Prima di tutto gli studenti devono essere ascoltati con attenzione e con rispetto, senza essere strumentalizzati». E il rispetto viene invocato anche «per il lavoro altrui». La Biennale, continua, «checchè ne dica Sgarbi ha avuto un riscontro internazionale, del quale siamo orgogliosi».  Nel prosieguo Vittorio Sgarbi si è poi scusato per i toni accesi, e ha ribadito che lui, presidente fra l'altro dell'Accademia di Urbino, alla prossima Biennale di Venezia nel padiglione Italia presenterà i lavori di 200 studenti delle Accademie: uno per ogni anno, dal 2001 al 2010, per ciascuna delle venti accademie italiane.

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