Il Tirreno

Oggi il consiglio comunale vota la delega per l’acquisto. Il digiuno degli operai va avanti

Eaton pronta a trattare

Gabriele Dini
Gli operai della Eaton in sciopero della fame
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Gli operai della Eaton in sciopero della fame

L'azienda: «Potremmo vendere ma servono garanzie»

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 MASSA. «Nessuno della Eaton finora ha ricevuto comunicazioni ufficiali su lunedì. Noi saremmo comunque disposti anche a partecipare a un tavolo. Ma solo per discutere proposte nuove e non per sentirci dire le stesse cose dell'ultima volta». Queste parole, che possono riaprire la speranza per gli operai in sciopero della fame, vengono dall'avvocato dell'azienda americana Angelo Ricci.  Per l'avvocato la Eaton sarebbe anche disposta a vendere le aree. «L'azienda - prosegue Ricci - ha sempre detto di essere pronta ad offrire quegli spazi a un prezzo molto ridotto rispetto al reale valore di mercato che è di 20 milioni. Ma servono offerte con garanzie reali». Resta l' 'affronto' della mancata partecipazione all'incontro di martedì. «C'è stata mandata una mail all'ultimo minuto - spiega l'avvocato - e ci sembrava non ci fossero novità rispetto all'ultimo tavolo». Poi Ricci chiede anche di non stigmatizzare il comportamento di Eaton. «Parlare male dell'azienda è negare la verità - conclude - è stata data la casa integrazione per due anni e poi offerti altri 4 mesi. Comprendiamo il dolore di chi protesta. Ma la chiusura è stata fatta più di due anni fa».  Dal ministero arriva una conferma sull'invio delle convocazioni. Le comunicazioni ufficiali, spiegano dall'ufficio del sottosegretario Stefano Saglia, dovrebbero arrivare oggi.  Quindi tutto risolto? Non è detto. Innanzitutto oggi (la convocazione è alle 17) il consiglio comunale dovrà votare il documento per la richiesta di acquisto. Sarà innanzitutto importante vedere se la Eaton accetterà i tempi dilazionati per il pagamento. Il sindaco è orientato a chiedere una moratoria di cinque anni e un pagamento spalmato su 10. Naturalmente sarà fondamentale capire dove il comune reperirà i soldi o comunque le garanzie. La Regione ha comunque già promesso un aiuto in questo senso.  In cambio dell'acquisto il sindaco chiederà la concessione della cassa integrazione in deroga per almeno un anno. Un elemento su cui finora non si è riusciti a trovare un accordo. Ma con la nuova offerta messa sul tavolo dal comune le condizioni cambiano notevolmente.  «Noi speriamo - commenta Pucci - che nel tempo concesso saremo già riusciti a lanciare la reindustrializzazione facendo versare i soldi ai nuovi imprenditori. Così il Comune non pagherebbe un euro».  Intanto gli operai vanno avanti con lo sciopero della fame. Di fronte alla Eaton è stata installata una tenda per i visitatori e una roulotte della Croce bianca per il supporto medico. Ma niente, nemmeno le battute e le barzellette che i digiunanti si scambiano per far passare il tempo, riesce a cacciare l'angoscia. «Il momento del risveglio è il peggiore - spiega Michele Folloni delle Rsu aziendali - la fame ci attanaglia con il freddo e la consapevolezza che il nostro lavoro non c'è più».

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