Il Tirreno

Musica alta, schiamazzi fino a notte, vicini esasperati

«È da agosto che non dormo» ancora proteste contro il Flush

Il circolo Flush in via San Pietro
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Il circolo Flush in via San Pietro

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 MASSA. «È da agosto che non dormo, basta non ce la faccio più». La signora Maria Pia Tarabella è disperata, suo marito Piero Panesi, pure. Motivo? I coniugi abitano in un condominio proprio sopra il circolo Flush di via San Pietro. Locale da cui, dicono, escono musica, rumori e schiamazzi ad alto volume e fino a notte fonda.  Il circolo è aperto da quest'estate e da allora i residenti del condominio vicino protestano. Senza esiti apprezzabili. I signori Panesi hanno inviato il 29 ottobre scorso un esposto alla Procura; le famiglie del condominio - sette le firme su una quindicina di residenti - hanno sottoscriutto un esposto al Comune datato 31 agosto; il 2 settembre l'Aci, proprietaria del fondo in cui c'è il circolo, ha spedito una raccomandata al presidente del Flush (affiliato Acsi) in cui intima di tenere «un comportamento conforme alle norme di legge». L'amministratore del condominio Mario Benassi di raccomandate per invitare a rispettare gli orari e a ridurre i rumori ne ha inviate una il 30 agosto una seconda il 7 ottobre. Il 16 ottobre, lo stesso signor Panesi ha denunciato ai carabinieri che «durante la notte i clienti del circolo escono ad urinare nelle strade limitrofe, che sono stati trovati preservativi, siringhe, bottiglie e bicchieri rotti. E che la moglie ha dovuto addirittura a ricorrere alle cure di uno specialista per i disturbi provocati dal mancato riposo e dalla musica martellante che è costretta a sopportare ogni notte. Il difensore civico regionale, investito della questione, ha chiesto al sindaco e all'Arpat di accertare «il denunciato inquinamento acustico prodotto dal circolo».  Più di recente, Stefano Benedetti, consigliere comunale, ha scritto a sindaco, prefetto, carabinieri, polizia perchè intervengano a garantire il sonno di quel palazzo.  Il condominio, intanto, ha avviato una causa di risarcimento danni contro l'Aci, proprietario del fondo commerciale in uso al Flush.  Risultato? Nessuno, per ora.

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