Il dolore
Frane e inondazioni. Simoncini è affranto: i tagli del Governo costringeranno le famiglie sfollate a restare fuori casa
Aulla beffata, niente soldi per i danni
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Da sinistra la frana di Albiano il sindaco Simoncini e la piena del Magra Il sindaco presenta un conto da 12 milioni ma la Regione risponde picche
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AULLA. La situazione è nera, anzi nerissima, per il Comune di Aulla, duramente flagellato dal maltempo, e il sindaco Roberto Simoncini, di ritorno da un altro "viaggio della speranza" presso la sede della Regione Toscana a Firenze, non si nasconde dietro a un dito, precisando, inoltre, che ieri sono state presentate tutte le schede inerenti gli interventi da effettuare. «In base alle nostre stime - esordisce il primo cittadino aullese - dallo scorso Natale a oggi, ammontano a 12 milioni di euro i danni provocati dai vari eventi alluvionali che si sono succeduti sul territorio comunale. Per fare comprendere la drammaticità della situazione, basta fare notare che la Regione Toscana, che ha chiesto lo stato di calamità al Governo Berlusconi, è in grado di mettere a disposizione 6 milioni di euro per l'intero territorio della provincia di Massa Carrrara. Solo ad Aulla, però, ne servono 12». Come dire, aggiunge il sindaco Simoncini, che di soldi proprio non ce ne sono, complici i pesanti tagli agli enti locali, con la conseguenza che le persone sfollate dalle loro case e quelle che vivono in località isolate dal resto del mondo a causa di frane e smottamenti rimarranno tali ancora non è dato sapere per quanto. Parliamo, in particolare, delle famiglie costrette a lasciare le loro abitazioni nelle frazioni di Albiano Magra e Canova, delle famiglie isolate in località Serra di Caprigliola (possono raggiungere le loro case soltanto a piedi e in mezzo al bosco) e di altri nuclei in difficoltà nelle località di Malacosta e di Persico di Pomarino. «Ora speriamo - conclude Simoncini - che possa giungere qualche buona notizia almeno dalla Protezione civile, ovviamente in termini di finanziamenti». Ricordiamo che non più di un mese fa, mettendo il dito nella piaga delle esangui casse comunali, il sindaco di Aulla così si sfogava: «Il Comune di Aulla non ha risorse e può fare poco o niente, stretto com'è nella morsa dei patti di stabilità e dell'indebitamento. Certamente è stato giusto - aggiungeva Simoncini a fine novembre - dare trecento milioni di euro al Veneto per i danni che lo hanno colpito, ma al Governo Berlusconi dico che ci siamo anche noi e che è stato un errore cancellare dalla Finanziaria 2010 un miliardo di euro per il Ministero dell'ambiente, denaro che poteva fare comodo in un disastro come questo. Come se non bastasse, poi, il prossimo anno caleranno ulteriormente i trasferimenti statali e sarà ben difficile potere contrarre nuovi mutui». G.U.
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