Il dolore
La Provincia annuncia il via agli interventi di messa in sicurezza sugli smottamenti più recenti, ma ci sono altri problemi verso Corsanico
Ancora allarme frane sulla strada di S. Croce
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Montignoso: una frana sulla Provinciale Fialdini: «Assurdo dare il via libera al transito dei camion che trasportano marmo»
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MONTIGNOSO. L'emergenza frane non è finita: in varie zone collinari c'è ancora da fare i conti con strade interrotte, rischi di smottamentio. Come sulla Provinciale per Cerreto, dove però l'amministrazione provinciale ha autorizzato il passaggio - a orari stabiliti - dei camion per il trasporto del marmo. Un provvedimento per sbloccare le attività di cava. Che fa però discutere. «Questa ordinanza ha del grottesco - accusa Aldo Fialdini, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà - la strada da anni è in attesa di interventi in grado di eliminare situazioni di pericolo, evidenti nel tratto tra le frazioni di Cerreto e Sant'Eustachio tratto interessato da diversi movimenti franosi. Ebbene, non solo gli interventi vengono di continuo rinviati, ma si consente il transito di mezzi pesanti che già in condizioni normali avrebbero provocato disagio per la normale circolazione e che rischiano di creare ulteriori cedimenti del fondo stradale e l'aggravarsi di alcune situazioni critiche esistenti». L'assessore ai Lavori pubblici della Provincia Gianluca Brizzi ha garantito l'imminente inizio dei lavori sulle due frane più recenti lungo quella strada. Ma il consigliere del Sel incalza: «Prendiamo atto dell'annuncio dell'assessore, però ci chiediamo come si intenda far fronte al movimento franoso che si manifesta sempre più evidente col cedimento della provinciale in località Santa Croce arrivando a valle fino al tratto in località Corsanico, interessando un tratto di svariate centinaia di metri di terreno». L' aggravarsi di questa situazione, teme Fialdini, «potrebbe avere effetti disastrosi e non solo dal punto di vista della viabilità, ma anche per la sicurezza di alcune frazioni». Sel chiede quindi «quali studi siano stati fatti o si intendono fare per verificare la natura della frana esistente, quali soluzioni possono essere adottate, quali costi comporterà l'intervento». Cose che a suo avviso finora non sono state fatte: «In questi decenni anziché studiare interventi che avrebbero potuto risolvere il problema esistente, si sono continuamente adottati provvedimenti tampone, che non hanno garantito alcun miglioramento. Evidentemente erano altre le priorità. Anzichè mettere in sicurezza il territorio, con interventi in grado di porre fine alle criticità esistenti nel Comune di Montignoso, come in altre parti della provincia, si è preferito puntare su investimenti megagalattici, vedi variante di Santa Chiara, che probabilmente non sanano le ferite esistenti, ma rischiano di aggravarle». Infine, in riferimento ai progetti del il traforo della Tambura, o della Fivizzano-mare, Fialdini dice: «Se davvero ci fosse la possibilità di accedere a fondi per realizzare queste opere che tutti, centrodestra e centrosinistra, hanno bocciato, chiediamo che quei finanziamenti vengano utilizzati esclusivamente per il risanamento del territorio, garantendo a tutti il diritto di vivere in un ambiente sicuro».
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