Sicurezza
Il futuro della città. Lassessore Bassi ha spiegato il percorso della municipalizzata fino al 31 dicembre 2011
Pontremoli liquida Azga Nord
Sergio Mastrini
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A destra Mario Bassi e Jacopo Ferri Votata in consiglio la fine del servizio di gestione acquedotti
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PONTREMOLI. Il consiglio comunale ha votato la messa in liquidazione di Azga Nord in quanto le altre due soluzioni (ricapitalizzazione o trasformazione da spa a srl) non erano strade percorribili. Lo ha spiegato l'assessore al bilancio, Mario Bassi, dando lettura di un documento articolato che proroga la gestione del servizio acquedotti fino al 31 dicembre 2011. L'elemento fondamentale della vicenda è rappresentato dalla milionaria esposizione che Azga (di cui il Comune detiene il 51%) ha nei confronti del socio privato (il restante 49% è di Acea di Roma): una cifra pari a 1,6 milioni. È stato appurato che la metà dell'esposizione verso il socio privato (pari a 800mila euro) si è registrata all'inizio degli anni Novanta quando Azga Nord si occupava anche di nettezza urbana e impiegava operai del Comune. Mentre i restanti 800mila euro si sono sommati a partire dal 1996 fino al 2008. «Di fronte a questa situazione occorre prendere una decisione - ha detto Mario Bassi - e dal momento che il socio privato, Acea Roma, non si è detto disponibile a farsi interamente carico del ripianamento, le vie d'uscita sono essenzialmente tre. La prima: procedere a una ricapitalizzazione della società con un'iniezione di ingenti risorse fresche da parte dei soci, ma tale intervento appare privo di significato dato che la gestione scadrà il 31 dicembre. Il secondo possibile intervento è rappresentato dalla possibilità di trasformare la forma societaria da spa a srl essendo il capitale sociale residuo sufficiente, ma anche questo intervento appare illogico sia in virtù dell'imminente scadenza della gestione che dell'andamento negativo della gestione corrente, circostanza che, senza interventi strutturali sostanziosi, è presumibile si ripeta anche in futuro. Il terzo riguarda la messa in liquidazione della società. In questo caso va detto che il milione e 800mila euro che Acea vanta nei confronti di Azga non potrà essere recuperato essendo Azga in liquidazione. Gli stessi amministratori di Azga nord, il collegio sindacale e il revisore dei conti del Comune forniscono indicazioni che vanno nel senso della messa in stato di liquidazione della società e questa appare la scelta più logica e maggiormente coerente con gli interessi dell'ente». L'assessore Bassi ha proposto quindi di prendere atto della decadenza della gestione di Azga Nord al 31 dicembre 2010, la messa in liquidazione di Azga Nord e l'assunzione dei provvedimenti necessari per la proroga della gestione al 31 dicembre 2011, e ha presentato un emendamento al documento in cui veniva «fatto salvo ovviamente tutti gli attuali dipendenti di Azga che dovranno essere assorbiti a pieno titolo e con pari competenze dal futuro gestore». Il capogruppo di "Cara Puntremal" Jacopo Ferri ha presentato un emendamento in cui si dice che la seconda parte del debito contratto con il socio privato era riferita agli anni 2007 e 2008. Messo in votazione, l'emendamento di Ferri è stato respinto per 9 a 4, mentre quello sul personale ha ottenuto l'unanimità tra i 14 presenti in consiglio.
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