Il Tirreno

Sindacati ottimisti dopo il summit con l’azienda ma non abbassano la guardia

Intermarine, allarme a metà

I cantieri Intermarine
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I cantieri Intermarine

Nessun licenziamento imminente per i 25 esuberi

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 SARZANA. Dalla riunione tra la direzione aziendale Intermarine e le organizzazioni sindacali per esperire l'esame congiunto della procedura di mobilità aperta dalla stessa Intermarine spa, emergono luci (poche) e ombre (tante). Nel corso della riunione, infatti, sono state esaminate le prospettive di andamento della produzione e dei carichi di lavoro per i prossimi due anni, 2011 e 2012.  E qui si celano le ombre.  «Gli esiti e gli eventuali tempi di acquisizione di commesse nazionali e internazionali non sono né immediati né preventivabili, ragion per cui potrebbero verificarsi periodi di vuoto produttivo - così scrivono le associazioni di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem - per meglio fronteggiare le suddette criticità, Intermarine e il gruppo Rodriquez stanno attuando una serie di razionalizzazioni e misure di contenimento dei costi generali agendo su svariati fronti di spesa e sulla semplificazione dell'assetto societario».  Alla fine l'accordo raggiunto non è poi così deludente (le luci) perché al momento non ci sono licenziamenti, né tantomeno ridimensionamenti repentini. «Le parti hanno concordato che la procedura di mobilità, nell'ottica di affrontare la suddetta situazione con il minor impatto sociale, sia rivolta esclusivamente a esodi volontari incentivati entro il 31 dicembre 2011».  In pratica la situazione è questa: Intermarine ha valutato che non ci sono al momento né certezze né rassicurazioni sulle commesse e quindi chiederà (a non più di 25 addetti) a chi è al limite dell'età pensionabile di uscire dall'azienda con incentivi entro il 31 dicembre 2011. Essendo un esodo volontario non ci sono categorie specifiche mentre in un primo momento l'idea era che la mobilità venisse richiesta per gli operai.  «Intanto per ora non sta a casa nessuno - commenta Luca Comiti, della Camera del Lavoro di Sarzana - mentre credo che l'azienda abbia già fatto valutazioni interne per riuscire a sopperire a qualche difficoltà nel reperire commesse. In ogni caso la nostra preoccupazione non deve essere solo per l'immediato ma, in particolare, per il futuro, dobbiamo fare attenzione a salvaguardare l'occupazione perché le prospettive purtroppo non sono rosee. Gli esodi volontari potrebbero, alla fine, anche esserci, ma il problema rischia di essere solo spostato, perché la realtà è che potrebbero mancare le commesse e si aprirebbe un periodo di vuoto produttivo il che equivarrebbe a dire che non ci sarà lavoro. Dobbiamo monitorare continuamente la situazione. Senza drammatizzare ora, ma neppure trattare la cosa con superficialità».  Per approfondimenti e valutazioni le organizzazioni sindacali hanno convocato l'assemblea del personale per lunedì prossimo, 20 dicembre, dalle 9 alle 10. F.R.

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