I primi verdetti: in quattro
hanno patteggiato
hanno patteggiato
Crocefissi venduti: assoluzione
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MASSA. Alcuni verdetti sulle cremazioni fantasma di Mirteto sono già stati emessi dal giudice dell'udienza preliminare Ermanno De Mattia. Come l'assoluzione al termine del rito abbreviato - chiesto dall'avvocato Franco Bertolini - di Giovanni Salvatori, accusato di corruzione (assieme a Enzo Pucci, dipendente di Euroservizi) per un presunto traffico di crocefissi in ottone - valore tra i 7,5 e 35 euro a pezzo - asportati alle bare che dovevano essere cremate. Secondo l'accusa Salvatori, titolare di un'impresa di pompe funebri, aveva ricevuto da Pucci una decina di croci smontate dalle bare per poi rimetterle su bare nuove. In cambio, avrebbe ricevuto per Natale bottiglie di vino e spumante, dolci e panettoni. «Assolto perché il fatto non costituisce reato», è stata la sentenza del gup De Mattia. Il pm Federico Manotti aveva chiesto la condanna a due anni. Hanno patteggiato, invece, Luciano Del Sarto (un anno e 8 mesi), dipendente del Comune di Pisa; Giancarlo Rizzi (un anno e mezzo); Ernesto Ceccarelli (2 anni e 8 mesi), entrambi dipendenti di Euroservizi. Patteggiamento con condanna pesante - 4 anni e 10 mesi -, anche per Enzo Pucci, di Euroservizi, arrestato nel 2007, considerato uno degli snodi principali dell'organizzazione che, secondo la procura, lucrava sulle cremazioni e che ha rivelato molti retroscena di quanto accadeva al Mirteto.
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