La manifestazione
«Un Piano che fa bene alla città»
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Una veduta dallalto del centro città La 28 Aprile: così si tutela il territorio e si sviluppa l'economia
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MASSA. «Il sindaco Pucci e la sua maggioranza hanno mantenuto gli impegni presi in campagna elettorale: dare, finalmente alla città, regole certe, al passo dei tempi, capaci di programmare un nuovo sviluppo, di costruire una sintesi fra le esigenze individuali e quelle dell'intera comunità». Così, Giuliano Minuto, presidente dell'associazione 28 aprile (gli "arancioni" che hanno sostenuto Pucci alle elezioni) saluta l'approvazione definitiva del Piano. Una promozione "piena" perchè siamo di fronte, dice Minuto a «un piano strutturale che contiene le strategie di sviluppo della città ma anche quelle di tutela e di salvaguardia del territorio oltre che dei suoi luoghi, monumenti, sentieri storici. Un Piano capace di prevedere, dopo accurati studi, le aree a rischio (aree esondabili e franose) ma che, soprattutto, detta norme rigorose per il ripristino della sicurezza e prevede cosa si può fare e cosa non si può fare. Un Ps che indica le linee di sviluppo del territorio investendo sull'industria manifatturiera e lasciando l'intera zona industriale a questo scopo; che assume il turismo balneare e quello montano. Un Piano che programma per i prossimi 15 anni attraverso Regolamenti urbanistici che hanno una validità di 5 anni, con la clausola che il primo Regolamento quinquennale non può utilizzare più del 40% del dimensionamento previsto. Un Piano che investe sul recupero: almeno il 30% deve venire dal recupero dell'esistente e quindi senza occupazione di nuovo suolo». Ma la 28 Aprile replica anche alle critiche mosse alla manovra urbanistica della maggioranza: «Fretta? Qualcuno ha parlato di precipitazione, ma se c'è un rimprovero che non si può accettare è proprio questo. Semmai questo strumento arriva troppo tardi: dal 1980 si va avanti con un Prg che non consente di intervenire sul degrado di alcune aree, che non contiene le linee di sviluppo necessarie». Interessi immobiliari o interesse della città? «A questa critica rispondiamo che saranno i fatti a dimostrare che il Piano fa l'interesse della città: questa coalizione, convinta della necessità dello strumento urbanistico, ha deciso di adottare il piano il 7 aprile 2009 sapendo che dal quel momento il territorio entrava in una fase di salvaguardia. Adesso, con l'approvazione, si potranno fare alcuni interventi ma niente occupazione di nuovo suolo fino al Regolamento urbanistico o fino alle anticipazioni di piano. Diciamo la verità: tuonano contro, tutte quelle forze che nel 2008 sono state mandate all'opposizione. Queste forze politiche continuano a non capire che la maggioranza di questa città voleva e vuole che la città cambi, che Massa finalmente riparta, che la politica mantenga le promesse. Rivolgiamo a loro questo interrogativo: quale è stato, ed è, il loro rapporto con gli "immobiliaristi" e gli "speculatori"? Questa amministrazione non ha guardato in faccia a nessuno: ha fatto scrivere nel piano le linee di sviluppo e di tutela della città, già contenute sul programma elettorale». Critica della mancata partecipazione? «Ben 33 sono stati gli incontri con le associazioni di categoria e dei cittadini; ben 12 consigli comunali si sono tenuti per l'approvazione del Piano, ben 295 osservazioni sono arrivate dai cittadini, spesso utili a far mutare gli orientamenti dell'amministrazione». E adsso, chiude Minuto, «avanti tutta con il Regolamento urbanistico».
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