Sicurezza
Dopo lesplosione. Il sopralluogo dei tecnici è stato positivo: nessun danno strutturale alla palazzina di via Guelfa
Sfollati, l'albergo lo paga il Comune
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I vigili del fuoco davanti alla palazzina di via Guelfa I primi rientri previsti tra pochi giorni. Chiesto un aiuto alla Regione per le spese
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CARRARA. Nessun danno strutturale all'edificio. Ma per poter rientrare in casa, le persone sfollate dalla palazzina di via Guelfa 4 dovranno ancora attendere qualche giorno: serve infatti tempo per effettuare ulteriori verifiche e poi per una serie di lavori fondamentali per rendere di nuovo abitabili gli appartamenti danneggiati dall'esplosione della scorsa settimana. Intanto il Comune, dopo aver concesso un'ulteriore proroga, ha scritto alla Regione per chiedere un contributo che permetta di continuare a pagare la sistemazione in albergo degli sfollati. Il sopralluogo.C'era grande attesa tra le 13 famiglie evacuate dal palazzo. Ieri mattina era infatti previsto un sopralluogo da parte dei tecnici del Comune (guidati dall'ingegner Cesare Marchetti), assieme al genio civile e a Manfredo Bianchi, l'ingegnere incaricato dai condomini. E per le persone che da martedì scorso vivono fuori di casa una prima risposta positiva è arrivata: l'esplosione e l'incendio provocati da una bombola di gas nell'appartamento abitato di Leony Mecios do Amaral non hanno arrecato danni alle strutture portanti dell'edificio. Ora però c'è molto da fare per ripulire l'appartamento da cui è partito l'incendio dai detriti del tetto - che con il loro peso rischiano di provocare crolli - e poi per verificare eventuali danni al solaio tra primo e secondo piano. Ci sarà da allestire una copertura provvisoria del tetto sventrato dall'esplosione per evitare che la pioggia provochi danni ulteriori. Da valutare anche i danni provocati all'impianto elettrico dall'acqua - circa 50mila litri - utilizzata dai vigili del fuoco per spegnere l'incendio. Dopodiché toccherà ai condomini far intervenire ditte private per risistemare gli appartamenti danneggiati. Secondo le prime stime i danni dovrebbero ammontare a circa 500mila euro che dovrebbero essere in gran parte coperti dall'assicurazione del condominio. I primi a rientrare in casa saranno gli abitanti del primo piano e della casa adiacente alla palazzina (e collegata ad essa per le utenze di luce, acqua e gas). L'esodo degli evacuati. Ieri scadeva anche il primo termine indicato dal comune per il pagamento delle spese di alloggio degli sfollati. Venti delle 31 persone sfollate non hanno infatti potuto trovare rifugio presso parenti e hanno dovuto sistemarsi in albergo. Il Comune di Carrara ha deciso di continuare a pagare per loro anche se ha ha spostato tutte le famiglie dall'hotel Anna di Marina di Carrara al Doria di Carrara. «Con questa struttura - ha detto il sindaco Angelo Zubbani - abbiamo una convenzione e le spese per noi si ridurranno della metà». Secondo le norme regionali il Comune non sarebbe tenuto a pagare per gli hotel, perché il caso di via Guelfa non può essere annoverato tra le calamità naturali. Ma il sindaco ha voluto andare incontro alle esigenze delle famiglie. In proposito per questa mattina alle 10 è previsto un incontro in Provincia con il dirigente regionale della Protezione Civile Maria Sargentini. Il sindaco ha infatti inviato una lettera a Firenze chiedendo un appoggio finanziario per aiutare le persone vacuate. L'esplosione avvenuta nell'appartamento potrebbe infatti rientrare nelle categiorie per le quali è prevista una copertura da parte delle norme regionali. G.D.
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