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LOPPOSIZIONE
Ratti accusa: ci nascondono le delibere
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AULLA. «Durante l'ultimo consiglio comunale abbiamo ricevuto nuove garanzie sull'imminente arrivo delle risposte scritte alle nostre interrogazioni, attese da mesi. Nei prossimi giorni, per l'ennesima volta, dovremo rivolgerci alle autorità di garanzia per sollecitare il rispetto dei diritti dovuti ai consiglieri». A puntare il dito contro i metodi dell'amministrazione aullese è il consigliere di "Idee in Comune", Matteo Ratti, il quale fa riferimento non solo ai ritardi riguardanti le risposte scritte, ma anche ai ritardi concernenti la consegna entro i termini della documentazione: «Stiamo attendendo da tempo e vorremo notizie su tutte quelle delibere di giunta, datate 2009-10, che abbiamo chiesto di visionare mesi fa, che ci risultano, dal punto di vista formale, non regolari e che, cosa peggiore, non sono disponibili alla consultazione. Accertato poi che la presentazione dell'atteso piano strutturale tarda e viene rimandata di mese in mese, vorrei almeno notizie - prosegue Ratti - su quelle attività di programmazione e rispetto degli impegni elettorali rappresentate dalle relazioni dei delegati comunali, che, per ben due volte, abbiamo richiesto. In base all'articolo 77 del nostro regolamento, queste dovevano essere presentate al consiglio comunale già da tempo. Le deleghe trattano argomenti non secondari. Vorrei, infatti, sapere dal delegato ai finanziamenti europei e regionali se e come il nostro Comune ha partecipato e attinto a bandi, vorrei notizie sulle politiche che stiamo attuando per l'agricoltura, vorrei conoscere meglio le regolamentazioni dei nostri impianti sportivi. Ma, in modo primario, vorrei conoscere e avere informazioni sui progetti legati alle fonti rinnovabili nel nostro Comune, vero e proprio cavallo di battaglia dell'attuale maggioranza in campagna elettorale, menzionate ai primi punti delle linee programmatiche e delle quali, da due anni, non è dato sapere». Ratti conclude affermando che «questo modo di amministrare, celando le informazioni a discapito della trasparenza amministrativa, non ci piaceva prima, quando ne subivamo le conseguenze da cittadini, ancor meno piace oggi da consiglieri di minoranza. Le maggioranze si sono modificate e succedute, ma il metodo resta tristemente lo stesso». G.U.
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