Sicurezza
Il Pd: la multinazionale fermiamola con un Pip
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Lo stabilimento Eaton Ugolotti propone una variante urbanistica per portare l'area sotto controllo del Comune
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MASSA. "La Eaton? Combattiamola con un Pip". Cioé: si faccia subito una variante urbanistica per inserire l'area di via Aurelia in un "Piano di investimenti produttivi", ossia uno strumento di pianificazione urbanistica (il Pip, appunto) che - in sostanza - assegna al "pubblico", in questo caso il Comune, il ruolo di decidere come utilizzare l'area, prevedendone la cessione a privati solo fino al 50%. A lanciare l'idea è Cesare Ugolotti, segretario comunale del Partito democratico, convinto che sia questa l'arma in più in grado di indurre Eaton a tornare al tavolo delle trattative. La proposta che illustriamo e che è rivolta alla giunta Pucci e in primis al consiglio comunale (sarebbe il consiglio a dover votare la variante urbanistica per dare il via al Pip) è un'alternativa alla procedura di esproprio dell'area da più parti indicata come strumento per mettere in un angolo la multinazionale Usa. Il Piano particolareggiato per Eaton, spiega Ugolotti, «consentirebbe di portare l'area sotto il controllo del pubblico. Un segnale forte lanciato verso la multinazionale di Cleveland per fare capire che "da lì non si passa", cioè che i progetti di Eaton di fare profitti con la cessione dei terreni sarà bloccata dal Piano di insediamento e nello stesso tempo conferma che la destinazione di quell'area deve restare produttiva. Inoltre, a differenza della procedura di esproprio, non è oneroso, non rende necessario l'esborso da parte del Comune del 30% del valore dell'immobile che la legge impone al momento dell'esproprio di un bene e non espone l'amministrazione al rischio di un impugnazione del provvedimento da parte di Eaton. E, comunque, la procedura di esproprio potrebbe essere avviata, come extrema ratio in una fase succesiva». La proposta, dice ancora il segretario comunale del Pd, può essere formalizzata in tempi abbastanza brevi, si tratta di approvare in giunta una variante urbanistica e poi di portarla all'approvazione in consiglio comunale. C.F.
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