Il Tirreno

La protesta di un cittadino: ma cosa c’entro io con il buco

Il neurologo chiede per un'anziana carrozzina e letto antidecubito Ma il magazzino dell'Asl è vuoto

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 MASSA. Dietro tutti gli aspetti tecnico-burocratici, dietro i rapporti tra azienda sanitaria e Regione, ci sono le storie. La vita di chi con l'Asl ha a che fare tutti i giorni come lavoratore o come paziente. Chi si rivolge agli uffici, chi ha bisoggno di garanzie, sostegno, assistenza. Tra loro c'è anche Gianfranco Bellotti. Ieri mattina si è sentito dire che quello che servirebbe a sua madre, costretta a letto, non può averlo. «Mi hanno detto - racconta - che il magazzino è vuoto, ci vorrà tempo». È Gianfranco a raccontare la sua storia, quella di tanti cittadini con un anziano da curare. «Mia mamma è costretta in un letto, abbiamo fatto tutte le pratiche necessarie per ottenere alcuni ausili. Serve un materasso particolare - precisa - che eviti le dolorose piaghe da decubito. Non solo, mia madre ha difficoltà a sollevarsi, un letto con le sponde e con una manovella che ne faciliti il sollevamente sarebbe un aiuto importante». Così la famiglia Bellotti si è rivolta all'Asl:«Le pratiche - Gianfranco ci tiene ad essere obbiettivo - sono state rapide, un neurologo ha visitato mia madre, come prevede l'iter, e ha fatto la sua prescrizione». Gianfranco allunga un documento in cui il medico richiede appunto letto, materasso e carrozzina. Così l'uomo si precipita all'Asl, all'ufficio protesi di via Bassa Tambura, sicuro che, con quel foglio tra le mani, per lui non ci saranno problemi. «Invece - riferisce - sono rimasto a bocca aparta, l'impiegato ha consultato i dati del computer e mi ha detto che il magazzino è vuoto. Ha precisato che un letto si potrebbe anche recuperare, non ho ben capito come, ma per il resto ci sarà da aspettare». E nessuno gli dice quanto. «E non è finita qui - aggiunge Gianfranco - perché mi è stato consigliato di rivolgersi direttamente ai fornitori. Ma che vuole - ci confida - quelli aspettano soldi dall'Asl anche da più di un anno. Uno di loro, per sensibilità, si è detto disposto a cercare un letto, per il resto nulla. Possibile che debba essere il cittadino a bussare alle porte dei fornitori?». Insomma, il magazzino è vuoto e ottenere materiale dai fornitori è dura, vista la criticità del momento. «Eppure - ecco l'osservazione spontanea e immediata di un cittadino - sono una persona onesta, verso i contributi, pago le tasse. Che c'entriamo io e mia madre con il buco dell'Asl». Come dire: comunque vada a pagarla sono i più deboli.

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di Redazione web