Il Tirreno

Canoni delle cave, aumento ogni due anni

Alessandra Poggi
Una veduta dei bacini marmiferi
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Una veduta dei bacini marmiferi

Il Comune agli industriali: no alla tariffa invariabile a lungo termine

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 CARRARA. Sì al rinnovo delle concessioni, no al canone fisso. E' questa la linea che l'amministrazione comunale ha stabilito per la riscossione dalle cave. Restano i 29 anni di durata, ma probabilmente verrà introdotta la revisione della tariffa su base biennale, cioè eventuale aumento dei canoni ogni due anni. Più o meno quanto rifiutarono gli indistriali lo scorso anno.  Tant'è che gli industriali non firmarono l'accordo integrativo che l'amministrazione gli proponeva. Resta invariato lo strumento di regolamentazione degli agri marmiferi, ma l'amministrazione non riesce a raggiungere l'obiettivo di incassare i 15milioni e 300mila euro di concessione. Infatti, ne incasserà a fine anno solo 15 milioni.  E' quanto emerso nel corso della commissione comunale al marmo (presieduta da Nicola Marchetti), in cui il direttore generale del Comune, Marco Tonelli, è intervenuto per chiarire ai consiglieri alcuni punti relativi al pianeta marmo, e per recepire alcune direttive della commissione.  Come per esempio l'idea della tracciabilità del marmo, ovvero, regolamentare la movimentazione del lapideo dal monte al mare, anche attraverso la moderna tecnologia. In sostanza scrivere nero su bianco cosa, suoi camion che scendo dalle cave, si sta trasportando al dettaglio.  Il consigliere Pietro Giorgieri, invece, ha sollevato il problema della pesa di Nazzano, che ha definito «insostenibile sotto il profilo dei costi».  Quella pesa, infatti, come ha ammesso lo stesso Tonelli, registra un disavanzo che oscilla tra i 30 e i 40 mila euro all'anno. Cioè costa più di quando fa incassare al Comune.  Giorgieri ha fatto notare che la pesa di Nazzano è praticamente inutile, visto che la stragrande maggioranza di camion usa quella di Torano.  Invece, secondo le parole di Tonelli, sarebbe «un servizio sociale», nel senso che l'amministrazione l'ha sempre tenuta attiva perché serve ai piccoli autotrasportatori del piano, ma anche perché potrebbe servire come pesa di emergenza nel caso in cui ci fossero problemi con quella di Torano.  Tornando alle concessioni Tonelli ha detto: «Il canone è giusto ma non deve essere fisso per tutti i ventinove anni, anche perché questo potrebbe comportare problemi di registro». In parole povere ricorsi da parte degli industriali che a lungo potrebbero incidere, e non poco sulle casse comunali.   La produzione di blocchi e scaglie. Dati alla mano, infine, il direttore generale ha illustrato l'andamento della produzione fino a novembre 2010.  Blocchi +6,08. La produzione di blocchi registra un aumento del +6,08% (873.500.481 nel 2009 e 926.675.064 ad oggi, si parla di chili).  Scaglie bianche - 1,33%.(1.407.970.400 al 2009 e 1.389.252.212 nel 2010).  Scaglie scure + 9,68. Sale invece del 9,68% la produzione di scaglie scure (1.184.877.320 al 2009 e 1.299.521.008 nel 2010).  Scogliere + 64,4. La produzione scogliere salta a più più 64,4% (4.438.430 nel 2009 e 7.287.800 nel 2010).  Terre + 15,1. Infine sale del 15,1% la produzione di terre e tout venant: che passa da 200.638.090 del 2009 ai 230.783.900 chili del 2010. Venerdì prossimo è in programma il tavolo del marmo. Nuovo faccia a faccia fra Comune e industirali.

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