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I sommozzatori di Avenza implicati in un'inchiesta sulla raffineria di Gela
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Un sommozzatore durante un intervento 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. La Procura di Gela ha chiesto il rinvio a giudizio per Adolfo Magrin (nativo di Latina, risulta residente a Follo) legale rappresentante della Cns (Cooperativa nazionale sommozzatori) con sede ad Avenza; per l'ex amministratore delegato della Raffineria di Gela, Battista Grosso; per Alberto Barbieri, milanese, project manager della Saipem; e per Sergio Ambrosio residente a Sorrento, direttore dei lavori della Saipem. I quattro sono indagati, con l'accusa di false attestazioni in concorso, per indurre pubblici ufficiali al rilascio di autorizzazioni. Secondo l'accusa, per ottenere dal ministero dell'ambiente la valutazione di impatto ambientale, avrebbero dichiarato di avere rispettato la profondità di interramento sottomarino di una condotta per il trasporto del greggio, ma la tubatura sarebbe stata interrata solo per tratti secondo gli accertamenti eseguiti dalla Guardia costiera. L'indagine è stata condotta dalla capitaneria di porto di Gela e coordinata dal procuratore Lucia Lotti, e dal pm Serafina Canatà. Sono anche state perquisite le sedi delle tre società per l'acquisizione di documentazione. La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi da organi di stampa di Gela. La Cns è molto conosciuta per la sua attività professionale. Nel maggio 2009 in una conferenza stampa al Club Nautico di Marina fu presentata la scuola per piloti di sommergibili Rov, veicoli automatici subacquei. E fu spiegato che al progetto per i corsi e le esercitazioni in mare avevano concorso diversi soggetti, fra cui la Cooperativa nazionale sommozzatori, presieduta da Adolfo Magrin.
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