Il dolore
«Stanchi di rischiare la vita»
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L’interno dell’auto in cui era precipitato il massoUn masso entrò nell'auto colpendo i due figli: «È tutto come prima»
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GRAGNANA. Ha rischiato di perdere i figli e la moglie, il 5 luglio del 2009, a causa del distaccamento di un grosso masso dal monte e rotolato sulla strada, lungo il tratto che collega Carrara a Gragnana. Oggi Felice Zeni ripercorre quella tragedia sfiorata e chiede che sia messa in sicurezza la strada. Ricorda Felice Zeni nella sua lettera aperta: «Mia moglie a bordo della propria auto con due dei mie tre figli, faceva rientro a casa dopo una giornata trascorsa serenamente al mare, stava percorrendo appunto la strada provinciale da Carrara a Gragnana quando appena sopra Linara sentiva un forte colpo una grossa pietra (circa 80 chili) rotolata giù dal monte era entrata nell'auto passando dal finestrino anteriore.
Fermata l'auto, ha visto il figlio più grande seduto nel seggiolino posteriore che era in stato di incoscienza, il figlio piccolo di 5 anni seduto nel seggiolino posteriore aveva il volto e il corpo tutto ricoperto di sangue, è scesa urlando terrorizzata, e vedeva la grossa pietra dentro l'auto adagiata ai piedi dei seggiolini posteriori, vi lascio immaginare quello che ha provato in quegli attimi mia moglie». Un pomeriggio sereno che in un attimo si è trasformato in dramma: «Subito - aggiunge Zeni - sono arrivati i soccorsi chiamati dalle persone accorse, due autoambulanze che hanno prestato i primi soccorsi ai bimbi poi trasportati urgentemente in ospedale, i vigili urbani fatti tutti i rilevamenti del caso hanno poi fatto un verbale dell'accaduto. dopo un anno e mezzo i bimbi e mia moglie hanno ripreso la loro vita regolare, ma i segni di questo incidente li portiamo ancora dentro, e li porteremmo per tutta la vita».
Il problema - sottolinea - è che «Dopo aver fatto le nostre denunce agli enti preposti, dopo aver segnalato che anche in passato in quel luogo si erano verificati episodi simili, dove ancor oggi continuano a cadere pietre sulla strada nulla è stato fatto né si sta facendo per mettere in sicurezza quel tratto di strada percorso quotidianamente da molti automobilisti. Visto che le pietre continuano a cadere con una "certa regolarità" sulla strada è probabile che prima o poi una di queste colpisca di nuovo un'auto ed allora prima che questo accada perchè non mettere in sicurezza il tratto di strada (circa 20 metri) con una robusta rete di acciaio?». Da qui l'appello-invito all'amministrazione «a non indugiare oltre a decidere a chi compete la messa in sicurezza ed intervenire velocemente per scongiurare ogni rischio per i propri cittadini; poi semmai dopo, vedere le competenze: non si può indugiare quando le pietre volano sopra la testa delle persone. Non voglio essere polemico con nessuno, vorrei soltanto per me, per i miei figli per mia moglie e per tutti, far sì che si possa transitare in quel tratto di strada,senza aver il terrore che una pietra ti entri in macchina e ti distrugga la vita. La nostra vita contro venti metri di rete», conclude Felice Zeni. M.B.
Fermata l'auto, ha visto il figlio più grande seduto nel seggiolino posteriore che era in stato di incoscienza, il figlio piccolo di 5 anni seduto nel seggiolino posteriore aveva il volto e il corpo tutto ricoperto di sangue, è scesa urlando terrorizzata, e vedeva la grossa pietra dentro l'auto adagiata ai piedi dei seggiolini posteriori, vi lascio immaginare quello che ha provato in quegli attimi mia moglie». Un pomeriggio sereno che in un attimo si è trasformato in dramma: «Subito - aggiunge Zeni - sono arrivati i soccorsi chiamati dalle persone accorse, due autoambulanze che hanno prestato i primi soccorsi ai bimbi poi trasportati urgentemente in ospedale, i vigili urbani fatti tutti i rilevamenti del caso hanno poi fatto un verbale dell'accaduto. dopo un anno e mezzo i bimbi e mia moglie hanno ripreso la loro vita regolare, ma i segni di questo incidente li portiamo ancora dentro, e li porteremmo per tutta la vita».
Il problema - sottolinea - è che «Dopo aver fatto le nostre denunce agli enti preposti, dopo aver segnalato che anche in passato in quel luogo si erano verificati episodi simili, dove ancor oggi continuano a cadere pietre sulla strada nulla è stato fatto né si sta facendo per mettere in sicurezza quel tratto di strada percorso quotidianamente da molti automobilisti. Visto che le pietre continuano a cadere con una "certa regolarità" sulla strada è probabile che prima o poi una di queste colpisca di nuovo un'auto ed allora prima che questo accada perchè non mettere in sicurezza il tratto di strada (circa 20 metri) con una robusta rete di acciaio?». Da qui l'appello-invito all'amministrazione «a non indugiare oltre a decidere a chi compete la messa in sicurezza ed intervenire velocemente per scongiurare ogni rischio per i propri cittadini; poi semmai dopo, vedere le competenze: non si può indugiare quando le pietre volano sopra la testa delle persone. Non voglio essere polemico con nessuno, vorrei soltanto per me, per i miei figli per mia moglie e per tutti, far sì che si possa transitare in quel tratto di strada,senza aver il terrore che una pietra ti entri in macchina e ti distrugga la vita. La nostra vita contro venti metri di rete», conclude Felice Zeni. M.B.
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