Il Tirreno

Progetti che non decollano. Polemiche di enti e del mondo imprenditoriale, anni di discussioni per i test sul marmo

Polo tecnologico, chi lo vuole non lo fa

Cinzia Carpita
Complesso Carrarafiere: vi è previsto il polo tecnologico
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Complesso Carrarafiere: vi è previsto il polo tecnologico

Summit in Regione: a rischio il finanziamento di 700mila euro. Il nodo del consorzio Erica

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CARRARA. 30 maggio 2008. Il sindaco Angelo Zubbani, all'inaugurazione della 29ª Fiera Marmomac, annuncia che nel cuore del complesso fieristico nascerà il polo tecnologico, per l'innovazione, la ricerca e i test sui materiali dei settori del lapideo, della nautica e della meccanica. E non solo: «La Nuova Erica confluirà in questo progetto». A quasi tre anni di distanza, il progetto è ancora sulla carta, e, dice il vice sindaco Andrea Zanetti, «Si rischia di perdere il finanziamento regionale»: oltre 700mila euro. Martedì a Firenze ci sarà un summit. Intanto, mentre qui ci si affanna per il settore lapideo, c'è chi dice che Verona «è più produttiva». Nonostante la crisi.  

Polo tecnologico.
L'idea non ha avuto vita facile e gli ostacoli sono sostanzialmente due: polemiche fra soggetti, scogli economici. Regione, Provincia, Comuni di Carrara e di Massa, il polo tenologico lo vogliono realizzare. Lo prevedono all'interno del complesso fieristico. Ma Assindustria ha manifestato perplessità, e la Camera di commercio con un "no" secco destò un polverone lo scorso aprile in seno al Distretto lapideo. Il presidente dell'ente camerale, Norberto Ricci disse: «A prescindere dai protocolli e dagli incontri del passato, in quattro anni il mondo si è trasformato. La nostra è una verifica costruttiva: le aziende ci dicono che il centro tecnologico non serve. E allora non si spendano soldi». Fu un piccolo terremoto, tantopiù che fra gli obiettivi c'era e c'è tuttora la nascita di una società, una New-Co, in seno alla Internazionale Marmi Macchine, che dovrebbe occuparsi di promozione e anche del centro tecnologico.

E quando Comuni e Provincia dissero «sul Polo tecnologico noi andiamo avanti», ignorando i dissidenti, Ricci puntualizzò: «Vogliamo vedere lo statuto della nuova società e il conto economico».  Ma il mese di aprile 2010, evidenziò anche le perplessità dell'associazione industriali, il cui presidente Alessandro Caro ricordò le posizioni del 2008, confermate l'anno dopo e questo: no a carrozzoni, sì a un Centro sostenibile, valutando il rapporto costi/benefici, «fermo restando l'utilità di un servizio di testing e, più in generale, di supporti nel campo dell'innovazione tecnologica e della promozione per un distretto di primaria rilevanza come quello apuo versiliese». 

Erica, che fare.
C'è pure il nodo del consorzio Erica, strumento di cui il Comune di Massa è il maggiore azionista e che, è stato detto in più occasioni, dovrebbe confluire nell'unico polo tecnologico. Ma Erica ha una situazione economica che ha complicato le cose. L'incontro in Regione martedì prossimo, «potrebbe essere decisivo», secondo il vice sindaco Zanetti che andrà a Firenze con il direttore generale del Comune, Marco Tonelli. «C'è qualche elemento di difficoltà, la necessità di un chiarimento su Erica. E il rischio che si perdano i finanziamenti per il Polo tecnologico, andiamo in Regione proprio per cercare di risolvere i problemi».  

La nuova società.
Da una costola della Imm, dovrebbe nascere la New-co per occuparsi di promozione del lapideo e del polo tecnologico con soci i Comuni di Cararra e Massa e le province di Massa Carrara e Lucca. Insomma, un gioco a incastri che coinvolge le società partecipate. E nel quale giovedì scorso Lucca ha fatto la propria mossa: il consiglio provinciale ha deliberato a maggioranza ci uscire dalla Imm (e da Interporto Toscano) Una decisione che sarebbe in linea con la legge nazionale sulle società partecipate «che prevede - dice la provincia di Lucca in una nota - una verifica di compatibilità tra gli scopi di queste ultime e le competenze proprie o delegate della Provincia». Per quanto riguarda la Imm, l'uscita di Lucca è dettata dalla «necessità di separare la gestione della Fiera di Carrara, attualmente funzione della Imm e non rispondente alle competenze della Provincia, dal sostegno al Distretto lapideo Apuo-versiliese, portato avanti dall'amministrazione provinciale di Lucca, tramite la sottoscrizione di un accordo di programma che prevede la partecipazione a costo zero dell'ente in una società che possa meglio rispondere alle esigenze di questo importante comparto dell'economia locale». Si ipotizza che le quote di Lucca possano essere cedute alla provincia apuana, e che Lucca poi entri nella cosiddetta "nuova Imm".

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