Sicurezza
Il comandante con le valigie in mano
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Francesco Delvino «Qui il cognome Delvino sembra diventato scomodo»
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MASSA. «No, non credo proprio che resterò qui. Il mio contratto scade tra meno di venti giorni (il 31 ndr.) e nessuno mi ha parlato di rinnovo. Di certo non mi straccio le vesti, ho altre offerte importanti, ma registro che in questa città il cognome Delvino pare diventato scomodo». Francesco Delvino, comandante della polizia municipale di Massa (e fratello di Antonio, ex direttore generale dell'Asl apuana, coinvolto nello scandalo del maxi buco di bilancio), annuncia così la sua quasi certa partenza. Lo fa con una punta di amarezza, perchè - dice - «il problema non riguarda tanto la mia persona, quanto il lavoro fin qui svolto. Temo che con la mia sostituzione quanto fatto in questi due anni vada perduto. Ad esempio sulla questione della lotta all'abusivismo edilizio. Quando mi sono insediato a Massa ho trovato pratiche in arretrato di un anno, un sistema di accertamenti inefficace che rimandava dagli uffici comunali a quelli della polizia municipale, che non consentiva un lavoro incisivo. Ho riorganizzatro il servizio, formato una nuova squadra e i risultati sono arrivati. Sulle Rta, tanto per dire, i miei uomini hanno lavorato sodo, poi ci siamo defilati per lasciare spazio all'attività della Guardia di Finanza. Oggi noi andiamo a verificare gli abusi che vengono segnalati, ci muoviamo su delega dell'autorità giudiziaria o per iniziativa autonoma. Andiamo e, se troviamo irregolarità, scattano subito sanzioni, provvedimenti di sequestro, segnalazioni alla procura. Un'attività che forse dà fastidio a qualcuno, ma che è un contributo alla legalità...». Ebbene, tutto ciò, ripete Delvino, rischia di essere perso: «È stupido mettere in forse quanto fatto in questi due anni. Sarei felice se l'amministrazione mi dicesse: da domani al tuo posto verrà tale sostituto, trasmettigli il tuo "sapere", crea continuità. Ma non sta succedendo...». C.F.
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