Sicurezza
Gli Oss vanno in consiglio
Chiara Sillicani
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IL CONSIGLIO. Una seduta consiliare E Casotti presenta una interpellanza urgente
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MASSA. Fino ad un paio di mesi fa pochi sapevano cosa indicasse la sigla Oss, adesso quella sigla (che sta per operatore socio sanitario) è il simbolo della complessa vicenda Asl. Gli operatori stanno facendo i conti con l'incertezza. Pesante, quando in gioco c'è il posto di lavoro. Ora le loro preoccupazioni saranno ribadite al sindaco Pucci. Giancarlo Casotti, consigliere di maggioranza e membro della commissione sanità, è promotore di un'iniziativa che vede protagonisti proprio gli Oss. Così, alla prossima seduta consiliare (il 22) parteciperanno anche loro. «Non potranno intervenire - precisa Casotti - non è previsto. Sarò io a sollevare la questione di fronte al sindaco, con una interpellanza urgente. «Se Pucci mi permetterà di parlare - ribadisce Casotti - chiederò di tutelare posti di lavoro, tanto più in piena crisi occupazionale». Ma se non dovesse ottenere la parola, il consigliere passerà, diciamo così, al piano B:«Chiederò una sospensione». Che dovrebbe servire a concedere agli Oss, o per lo meno ad una loro rappresentanza, di parlare con il sindaco. E l'oggetto di quella chiacchierata potrebbe diventare elemento di discussione anche in sede di Conferenza dei sindaci. Tanto più che proprio Pucci ne è presidente. «Ci sono persone che lavorano da 15 anni, come Oss - Casotti rinforza - meritano di essere tutelate». Sulla questione delle assunzioni Laura Lucchesi, segretaria della Cisl per il settore sanità, invita alla prudenza. Ricorda, innanzitutto, che domani da Firenze potrebbero arrivare chiarimenti e segnali positivi. Lucchesi ricostruisce la vicenda ricordando che «tre anni fa iniziò un percorso per l'internalizzazione» di 130 operatori che lavoravano in appalto. Quel percorso portò, 18 mesi fa circa, ai primi contratti a tempo determinato. Fino all'accordo di aprile e al bando di concorso per le assunzioni a tempo indeterminato. Frutto di quel concorso è una graduatoria con 250 nomi, le assunzioni previste erano, però, 130, pari ai posti già occupati dagli operatori. Ora alla scadenza dei contratti a tempo determinato, una parte è stata convertita, per gli altri la direzione ha fatto richiesta alla Regione. Perché, nel frattempo, "si è messa di mezzo" anche la finanziaria". «La direzione Asl - ribadisce la Cisl - ha la consapevolezza che quei posti servono, ci vuole cautela perché in gioco c'è il lavoro». Nella speranza che la Regione dica sì e andare in consiglio non sia più necessario.
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