Sicurezza
Apuane, convegno sul futuro
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Sopra il sindaco di Fosdinovo Dadà Verrà presentato il piano di sviluppo economico alternativo
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FOSDINOVO. Oggi alle 9,30 alla Torre Malaspina si terrà la riunione programmatica della rete Salviamo le Apuane. Verrà presentato il piano di sviluppo economico alternativo delle Apuane. Alle 10 ci sarà la proiezione del film "Cosa c'è sotto le nuvole" di Alberto Grossi; proiezione di una selezioni di immagini dei fotografi che collaborano con Salviamo le Apuane che seguirà tutti i lavori della giornata. Alle 10,30 illustrazione della proposta di Piano programma di sviluppo economico alternativo per le Apuane (Pipsea) con dibattito aperto. Alle 12 illustrazione di una proposta per un Piano di iniziative di comunicazione sul disastro legalizzato delle Apuane. Alle 14,30 inizierà la tavola rotonda aperta a tutti sulle questioni legali riguardanti l'attività di estrazione del marmo e dello scarto. Alle 16 presentazione e approvazione del documento finale della riunione. La filosofia che sorregge il Piano programma di sviluppo economico alternativo delle apuane (da ora Pipsea) è la predisposizione di un'opzione strategica in grado di delineare il futuro economico e sociale sostenibile per il contesto delle Alpi Apuane. «Si tratta - spiega Salviamo le Apuane - di un contesto storico e ambientale fortemente contaminato e alterato dove l'attività umana si è intrecciata con quella naturale in maniera strettissima, in passato, ma che oggi ha raggiunto livelli insostenibili a causa del preponderante peso che tale attività umana ha assunto rispetto al contesto ambientale. In particolare, pur essendo venute meno nel tempo le attività di utilizzo agricolo e pastorale delle Apuane, la crescita esorbitante dell'attività estrattiva oggi devastante grazie all'escavazione di detrito- ha determinato l'insostenibilità ambientale ecologica e strutturale della monocoltura del marmo. Il senso politico e la gravità della situazione nasce dunque dalla presa d'atto che l'attività principale economica oggi praticata nelle Apuane, l'escavazione del marmo nelle sue diverse forme attuali, non è più sostenibile dalle Apuane». «Dunque si pone, nell'agenda dell'oggi, la questione del superamento della monocoltura del marmo. Questo processo di riconversione - continua Salviamo le Apuane - di grande impatto economico, culturale e sociale- deve essere governato attraverso la pianificazione delle due sue fasi costitutive: la fase di dismissione progressiva dell'attività, da realizzarsi senza traumi occupazionali e dunque procedendo ad una riconversione guidata e la fase di costruzione delle nuove strutture produttive, infrastrutturali ed economiche necessarie ad una nuova, diversa attività duratura. Si tenga conto inoltre che il resto del territorio, quello non coinvolto nelle attività estrattive, versa in una grave situazione di semi abbandono e comunque di trascuratezza, nonostante il suo straordinario valore ambientale e paesistico». E ancora: «Dal disastro la resurrezione può essere lo slogan che indica come una terra, provata da una crisi generata dalla sua forma monocolturale di economia, devastata in vaste porzioni di territorio, e abbandonata nelle parti restanti trova nell'azione di riconversione integrata, una strada per una nuova stagione di sviluppo. M.L.
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