Sicurezza
Sanità. Il reparto di Fivizzano rischia la chiusura: tutte le attività andrebbero nel reparto di Pontremoli
Tagli, il bisturi su chirurgia
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Il sindaco Paolo Grassi e lospedale di Fivizzano Il sindaco Grassi non commenta il ridimensionamento
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FIVIZZANO. Torna la preoccupazione tra il personale sanitario dell'ospedale Sant'Antonio Abate circa la possibilità dell'attuazione di alcuni ridimensionamenti ai servizi erogati nella struttura sanitaria. In particolare a destare timori sono ripetute voci, non ufficiali, che annuncerebbero che da venerdì prossimo verrebbe soppresso il servizio notturno di reperibilità chirurgica. In sostanza nelle ore notturne all'interno del presidio ospedaliero non sarebbe più garantita la presenza di medico chirurgico e quindi tutti i casi che si presenterebbero al pronto soccorso di competenza esclusiva di questa branca medica verrebbero dirottati sull'ospedale di Pontremoli. Insomma verrebbe praticato un ridimensionamento dell'attività chirurgica a Fivizzano in favore di Pontremoli dove il primario di chirurgia della Lunigiana, Liano Gia, avrebbe deciso di dirottare gli interventi chirurgici di una certa complessità, essendo dotata la struttura pontremolese di un reparto di terapia sub intensiva. Di fatto questo decreterebbe un ridimensionamento del reparto di chirurgia dell'ospedale cittadino che rimarrebbe aperto solo dal lunedì al venerdì, mentre nel week-end chiuderebbe i battenti. Nei cinque giorni di apertura. l'ospedale ospiterebbe solo quei degenti sottoposti a interventi non di grave entità o con prognosi di guarigione ristretta a pochi giorni. Il tutto chiaramente, ed ecco la preoccupazione del personale operante nel reparto (infermieri e operatori sanitari), potrebbe portare a una riduzione dell'organico. Lo stesso reparto, nel giugno scorso era già stato colpito dalla scure dei tagli, con l'accorpamento a ortopedia. L'operazione praticata, ossia unire in una unica area i due reparti, aveva comportato una riduzione del personale infermieristico con la dislocazione su altri servizi di quegli operatori in esubero. E molti si augurano che non diventino realtà anche le voci che parlavano di un futuro accorpamento tra i reparti di pneumologia e medicina generale. Il che provocherebbe una diminuzione di almeno 13 posti letto attualmente disponibili nel reparto di pneumologia che andrebbero a inglobarsi con i 26 presenti in medicina. Anche in questo caso quindi si determinerebbe una riduzione della pianta organica operante nei due distinti reparti. E meno posti letto significherebbe anche possibili ritocchi al personale degli altri servizi offerti dalla struttura. A catena, infatti, ci sarebbero ripercussioni anche per le prestazioni fornite dal laboratorio analisi e radiologia. Al momento, però, solo di voci, comunque in grado di destare non poche preoccupazioni tra il personale, oltrechè allarmare la popolazione che sicuramente non accetterebbe un ulteriore depotenziamento del proprio ospedale già privato nel recente passato di servizi come il reparto di ostetricia-ginecologia con il suo punto nascita, la tisiologia e la batteriologia. Interpellato sulla questione, il sindaco Paolo Grassi non conferma, ricordando però il delicato momento attraversato dalla sanità apuana: «Momenti duri sono in arrivo per tutti e quindi prepariamoci al peggio dato che il bilancio 2011 dell'Asl dovrà andare in pareggio. Comunque a noi sindaci non è stato riferito alcunchè da parte del commissario dell'Asl e quindi restiamo alla finestra». R.L.
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