Il Tirreno

Morsi al nipote, zia condannata

Morsi al nipote, zia condannata

Il 14enne era pieno di lividi, sia sul volto che nelle braccia

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CARRARA. Preso a morsi e picchiato dalla zia, dopo una banale lite domestica. La vicenda, che risale al luglio del 2008 e ha avuto come vittima un quattordicenne marocchino residente nella nostra città, è finita in tribunale, con un processo per lesioni a carico della sorella della madre del ragazzino.  Il giudice Cosimo Maria Ferri ha condannato la donna a 2 mesi di reclusione (pena sospesa).  Ieri in tribunale, prima della sentenza, sono stati sentiti gli ultimi testimoni: fra questi la madre del ragazzino e l'educatore che, all'epoca, su imput del servizio sociale, si occupava di seguire durante i compiti il 14enne.  È stato anche tratteggiato il contesto in cui si sono svolti i fatti: una famiglia «allargata», così è stata definita da una delle assistenti sociali che hanno riferito davanti al giudice, dove la sorella della madre del ragazzo vittima delle lesioni, viveva e vive tuttora insieme alla famiglia d'origine del 14enne. In condizioni non facili per l'inserimento: tanto che il ragazzo era seguito da un educatore. E proprio l'operatore che lo aiutava a fare i compiti ieri è stato sentito durante il processo, come testimone.  «Quel pomeriggio, quando sono arrivato a casa del ragazzo - ha ricordato l'educatore - mi è stato riferito che non stava bene e si era messo a letto. Sono andato a salutarlo e mi sono accorto che c'era qualcosa che non andava: aveva dei lividi sul volto. L'ho fatto alzare e l'ho guardato da vicino: sulla spalla aveva il segno evidente di un morso e altri lividi. Mi ha raccontato che aveva litigato con la zia e lei lo aveva picchiato. Di questo ho subito informato il servizio sociale».  Il ragazzino è stato portato quindi al Pronto soccorso dove gli è stato rilasciato un referto di 7 giorni per le lesioni ed ecchimosi riportate.  Sul banco dei testimoni è stata poi la volta della amdre del ragazzino protagonista di una vicenda per cui, è bene precisarlo, non ci sono state querele, ma una denuncia procedibile d'ufficio.  «Mia sorella vive con noi e tiene sempre i mie bambini perchè io al matitno lavoro - ha ricordato la donna - Non era mai successo prima un epsiodio del genere e mio figlio è molto affezionato alla zia».  E proprio sull'eccezionalità dell'episodio ha puntato l'avvocato della difesa, Giuseppe Del Papa, che ha anche sottolineato come: «Fra la zia e il nipote c'è stato un vero e proprio litigio, lui non voelva alazarsi dal divano e, al suo rimprovero, prima le ha risposto male, poi l'ha spintonata».  Il pm, Massimo Ginesi, ha chiesto a carico della donna sotto accusa per lesioni 2 mesi di reclusione, evidenziando la gravità del fatto che, anche se l'episodio non si è mai ripetuto ed è stato definito anche dalla madre del ragazzo un evento eccezionale.  Il giudice Ferri, concesse le generiche, ritenute prevalenti, ha emesso una sentenza di colpevolezza nei confrotni della zia che ha picchiato il nipote: condannando l'imputata a 2 mesi di reclusione (pena sospesa).

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