Il Tirreno

La sentenza. Per la legittimità del dominio internet condannato il lunigianese Maurizio Bardi

Maxi risarcimento a Di Pietro

Alessandra Vivoli
Maxi risarcimento a Di Pietro

Il leader dell'Idv vince una causa civile da 500mila euro

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 PONTREMOLI. Cinquecentomila euro. Mezzo milione preciso. È questo il maxi risarcimento danni che il giudice Maurizio Ermellini, ha riconosciuto a favore del leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. Condannando al pagamento, per i danni relativi alla legittimità del sito di dominio internet, un noto personaggio lunigianese, il giornalista Maurizio Bardi. Il dispositivo della sentenza è già stato depositato, presso il tribunale di Pontremoli. La condanna, quindi è stata messa nero su bianco. E anche l'entità del risarcimento. Nella causa civile Antonio Di Pietro era assistito legalmente da uno dei big del suo partito, l'avvocato Felice Belisario, capogruppo al Senato dell'Idv. Ed era domiciliato, in Lunigiana, presso lo studio dell'avvocato Marco Bertocchi. La vicenda che parte da lontano: la causa civile inizia, infatti, nel 2003. Il motivo del contendere, secondo quanto si legge in sentenza, è legato alla legittimità del dominio del sito internet. In sostanza sul dominio del sito «www.Antoniodipietro. org» riconducibile al leader dell'Italia dei valori. Una vicenda che si è, quindi consumata, tutta in rete. Perché, sempre stando a quanto riassunto in sentenza, all'inizio della vicenda il Bardi sarebbe stato autorizzato, o meglio incaricato, dallo stesso Di Pietro ad organzzare il suo sito internet. Ma, dopo l'uscita dello stesso Bardi dall'Idv, anche la gestione on-line del Di Pietro pensiero era considerata conlcusa dal leader di Montenero di Bisaccia. E voleva riappropriarsi del sito: non potendolo utilizzare questo gli avrebbe provocato un danno.  L'ex pm di Mani Pulite ha inoltrato una formale richiesta di risarcimento. E il giudice Ermellini ha messo nero su bianco la cifra: 500mila euro. Sulla vicenda, al momento, l'avvocato di Di Pietro, il senatore Felice Belisario (lo stesso che ha presnetato un'interpellanza per slavare dalla disoccupazioen il tribunale di Pontremoli), non rilascia commenti. E, in questa fase politica nazionale particolarmente delicata, non si sbottona neppure il leader dell'Idv. Ma, intanto, c'è un altro aspetto curioso della vicenda. L'ex pm di Mani Pulite, per cui, l'allora sindaco Lucio Barani (ora deputato del Pdl) aveva dichiarato Aulla comune «dipietrizzato» ha ottenuto un risarcimento di 500mila euro nel tribunale di un paese, Pontremoli, che da Aulla dista solo una ventina di chilometri.   Bardi: quel dominio l'ho registrato io e il danno non è dimostrato. È stato uno dei venti fondatori dell'Italia dei valori e, nel 2001, uno di quei personaggi, in tutta Italia che fecero la fidejussione per permettere al movimento di aprtecipare alle elezioni. Di Antonio Di Pietro è stato prima conoscente, poi amico, prima della rottura, nel 2003.  «Quel Lui, Maurizio Bardi, quel dominio «www.antoniodipietro.org» ce l'ha ancora. E non ha intenzione di cederlo. «L'ho registrato in Americ a mio nome - afferma.- molto prima di conoscere Di Pietro, come banca dati sul tema della corruzione. Dopo, di comune accordo con il ledaer dell'Idv abbiamo deciso di utlizzare il dominio per il sito di Di Pietro». Questo fino al 2003, quando Bardi esce dal partito, per divergenze proprio con Di Pietro e la dirigenza. «Ho letto la sentenza - conclude Bardi - e ho fatto molta fatica a capirla e ci ho trovato poca conoscenza delle tematiche giuridiche relative a Internet. Comunque sono deciso a ricorrere in appello».

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