Il Tirreno

Erosione, mancano soldi per l'emergenza

Chiara Sillicani
Erosione, mancano soldi per l'emergenza

Un altro bagno a rischio crollo, ma la Provincia non ha fondi per intervenire

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Scelgono la via della pacatezza, ma non rinunciano a dire la loro. I balneari scendono nuovamente in campo e lo fanno mettendo nero su bianco tutti i loro dubbi. Una serie di quesiti che dalle mani di Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, è passata in quelle degli addetti del settore. Per far luce su alcune questioni. Soprattutto ora che mancano soldi per l'emergenza.

Così se un bagno (il Roma in questo caso) rischia il crollo non si può intervenire. Tanto più che i lavori procedono lentamente.
Il progetto va avanti a piccoli passi. «Sono indietro - Aliboni sintetizza il concetto in tre parole - fino ad ora siamo rimasti in silenzio, non si poteva fare altro di fronte alla tragedia». E si riferisce alle frane che hanno strappato tre persone ai loro cari. «Il problema - ed entra nel vivo - è che i lavori non sono andati avanti. E non solo per il maltempo. A settembre la ditta ha lavorato ma sono stati riempiti tre sacchi. Pochi perché - spiega - quando i lavori procedevano, in una sola giornata, ne venivano riempiti due». Perché tanto ritardo? «Per l'argilla». Insomma, nel tratto in cui gli operai sono all'opera le pompe che asprirano sabbia avrebbero trovato argilla, appunto. «In termini di giorni lavorativi - Aliboni fa due calcoli - avevamo valutato che a febbraio i lavori avrebbero potuto concludersi. Ma ci sono gli inconvenienti - maltempo in primis - e i tempi si dilatano. Secondo una nostra proiezione, potevamo sperare nella conclusione a maggio. Con questi ritmi diventa difficile».

«E la sabbia per il ripascimento?» Tra i quesiti posti alla Provincia uno sta particolarmente a cuore ai balneari e riguarda il ripascimento. Tonnellate di sabbia che dovranno finire sul litorale al termine dei lavori. «Dopo il dragaggio del Versilia - ricorda Aliboni - i mezzi, via mare, trasportavano la sabbia da Cinquale a Ronchi in un'ora circa. Il materiale per il ripascimento - continua - dalle zone del Po, da cui proviene, dovrà arrivare a La Spezia e da lì la draga partirà alla volta del nostro litorale. Fatte le dovute proporzione, ci metterà parecchio».

Ora il litorale è a dura prova. E non è finita. Perché prima i balneari sapevano che, quando la situazione si faceva drammatica, un riparo c'era. E si chiamava Provincia. Del resto lo scorso anno sono state proprio le casse provinciali a garantire la copertura d'urgenza agli interventi che hanno evitato i crolli. Adesso però tira cattivo vento. I tagli del Governo sono pesanti e l'amministrazione provinciale ha difficoltà a chiudere il bilancio di esercizio. Quindi anche gli interventi tampone diventano una rarità. «Siamo preoccupati - ammette Aliboni - il litorale è flagellato. Il bagno Roma ha rischiato il crollo». La barriera di sassi alzata lo scorso inverno, a protezione di alcuni stabilimenti, fa sì che la forza del mare si scarichi proprio dove quella barriera si interrompe. Al Roma appunto.

«Il mare entrava nella struttura - racconta Roberto Aliboni - ma non sono stati fatti interventi». Del resto i soldi non ci sono e quelli che si possono investire servono per rimettere in sicurezza i versanti, alle prese con frane e smottamenti». E, in riva al mare, i problemi sono tanti e pesanti. Ecco allora un questionario per la Provincia con tanto di foto. Una di Capalbio. «Là - parola di Aliboni - una idrovora si solleva su 4 pali, oltre il pelo dell'acqua e lavora anche con il mare un po' mosso». La risposta alla Provincia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa