Il Tirreno

Nella festa per le pantere rosa la polizia saluta M.Teresa Marcocci

Due momenti della serata della Polizia al teatro Animosi
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Due momenti della serata della Polizia al teatro Animosi

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 CARRARA. Il primo pensiero e l'ultimo della serata, è stato per Maria Teresa Marcocci, la sovrintendente della polizia stradale spezzina, morta mercoledì travolta da un albero durante un servizio sulla via di Fornola. Nel teatro animosi, gremito di autorità militari e civili, per festeggiare i 50 anni della presenza femminile nella Polizia di Stato, c'è stato subito un applauso commosso dedicato alla Marcocci, dolorosamente inserita, proprio nel giorno della cerimonia in città, nell'elenco delle poliziotte "cadute" durante l'espletamento del loro lavoro. Un elenco letto da Marina Listante dirigente della Stradale di Massa e vice questore aggiunto. Un trombettista della banda nazionale della PS ha suonato "Il silenzio".  Fra le presentazioni di Letizia Leviti, e le note storiche di Maurizio Munda, è stata ripercorsa la crescita della presenza femminile nella polizia dagli anni Sessanta ai nostri giorni (oggi sono 61 le donne in servizio nella provincia): donne che hanno conquistato per la loro professionalità, parimenti ai colleghi uomini, ruoli dirigenziali, e che sono inserite a pieno titolo anche nei reparti speciali, e più rischiosi (artificieri, sommozzatori, piloti, squadra scientifica, tiratori scelti, servizio di scorta). Senza contare le tante medeglie conquistate nello sport. Omaggi floreali consegnati dal prefetto Giuseppe Merendino e dal questore Girolamo Lanzellotto, a numerose poliziotte sul palco, e in dono cappelli in foglia di marmo, realizzati dallo scultore Luciano Massari con il "bianco" delle cave Michelangelo di Franco Barattini. Diverse testimonianze dirette, di donne in divisa che hanno saputo conciliare la passione per il loro duro lavoro, con gli impegni familiari. «Pantere rosa, e intuito femminile»: così le ha definite il questore, che ha fatto anche un parallelo con il coraggio delle donne di Carrara, le "donne del 7 Luglio 1944".  La banda musicale diretta dal maestro Roberto Granata ha offerto, con i suoi virtuosismi, un concerto molto applaudito, fino all'inno nazionale cantato dal tenore di origine carrarese Massimo Lucchetti. Tutti in piedi, anche per il bis.  E poi i saluti finali: uno in particolare a Teresa Marcocci, e alla sua famiglia, anche da parte della dottoressa Pellizzadelegata dal prefetto Manganelli. Ieri nel giorno dei funerali della Marcocci, la magistratura ha avviato un'indagine per chiarire eventuali responsabilità. Nel mirino, la decisione della Provincia spezzina di riaprire la strada della Ripa, chiusa in precedenza per un'altra frana. C.C.

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di Redazione web