La manifestazione
Meccanica, a rischio 3mila posti
I dati allarmanti in una ricerca svolta sul settore
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CARRARA. La crisi economica non risparmia neppure il settore meccanico, uno dei più sviluppato della nostra provincia. Per i prossimi anni si prevede, infatti, una riduzione dei livelli produttivi del 20%, con una ripercussione sulla produttività provinciale che si avvicina al 5% ed una potenziale caduta dei livelli occupazionali di oltre 3mila unità. Queste stime sono state calcolate sul biennio 2008-2009, quello immediatamente successivo alla crisi, e presentate ieri mattina alla Camera di Commercio. La ricerca è stata svolta dall'Istituto di Studi e Ricerche, dal dottor Massimo Guagnini, partner di Prometeia Spa e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio. La crisi del meccanico è apparsa, nelal fotografia della ricerca, particolarmente preoccupante. Questo settore, infatti, è il più sviluppato della provincia, ancor più del lapideo. I dati, aggiornati al 2007, parlano di 678 unità lavorative, con 4.295 addetti. L'impatto complessivo in termini di produzione, inoltre, sfiora il 19% del totale provinciale, mentre supera il 16% in termini di valore aggiunto e di occupazione. Il peso della meccanica sul Pil provinciale, poi, è pari al 5,2%, mentre nel resto della Toscana arriva al massimo al 4,1%. «Questo territorio - ha detto il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio Gino Barattini - è ricco di specializzazioni meccaniche, alcune più conosciute, come quelle legate alla produzione di macchinari per il lapideo, piuttosto che quelle legate alla carpenteria. Altre meno note, come quelle dedite alla produzione di pompe e compressori, di attrezzature per cablaggi, di macchine per la formatura di metalli, di robot industriali, di strumenti per la navigazione». E, per quanto riguarda la crisi, rivolge un appello alla politica: «Abbiamo davvero bisogno che la politica e le istituzioni sostengano, con i fatti e non con le parole, le imprese, specialmente quelle che operano nei settori cosiddetti avanzati». E conclude, con una punta di polemica: «Abbiamo invece sotto i nostri occhi la solita immagine di amministratori che corrono al capezzale di aziende (prevalentemente grandi), quando ormai sono in crisi. Noi chiediamo a chi ci governa localmente, ma il discorso vale anche per la Regione e per il Governo, di creare i presupposti per la vitalità delle imprese». E l'assessore alle attività produttive della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, risponde che la Regione si impegnerà in questa direzione e, inoltre, cercherà di risolvere le situazioni più drammatiche come Eaton e Nca. S.L.
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