Finanza
La via è pericolosa, ma lo scuolabus passa
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I MASSI. La frana di qualche settimana fa La Provincia concede una deroga per arrivare ad Antona. I genitori: ritiriamo i bimbi
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MASSA. Se pensi ai piccoli alunni della scuola materna di Antona, la prima parola che ti balza alla mente è "odissea". Perché per loro i problemi non sono finiti. Adesso a mettere in allarme mamme e papà è un'autorizzazione in deroga. Un atto con cui, in parole semplici, la Provincia dice sì al passaggio dello scuolabus lungo la strada per Arni. Sulla via ci sono crepe: i mezzi pesanti non possono transitare. Con un'eccezione: lo scuolabus appunto. E i genitori vanno su tutte le furie. La storia. Mamme e papà non riescono a cancellare il ricordo della tragedia sfiorata qualche settimana fa: massi caduti sulla via pochi minuti dopo il passaggio del pullmino. E certo non li aiuta la notizia di un cedimento, seppur lieve, della stessa strada. Non una novità, del resto. Perché le crepe sull'asfalto ci sono da tempo. La Provincia sceglie la precauzione: la strada viene chiusa a tutti i mezzi sopra i 35 quintali. Tradotto: addio pullmino - pensano le famiglie - si va a scuola in macchina. O - soluzione auspicata da parecchi genitori - si trasferiscono i bimbi (come accaduto per la frana ad Altagnana) a Pariana. A confermare l'idea le telefonate che dalla scuola sarebbero partite martedì: venite a prendere i bambini con l'auto perché il pullmino non può salire. Mamme e papà si attrezzano, sanno che lo scuolabus non può più passare sul tratto di strada a monte della zona in cui sono caduti i massi. Arriva la deroga. Poi una novità che li manda su tutte le furie. Da stamani il pullmino tornerà: i piccoli potranno salire, alla volta di Antona. A bordo dello scuolabus supereranno anche il punto in cui si sono evidenziate le crepe. La Provincia ha concesso un'autorizzazione in deroga e il Comune, che gestisce il trasporto, si è attrezzato: i mezzi più pesanti saranno utilizzati per altre scuole e lo scuolabus al di sotto dei 40 quintali (così prevede la deroga) aspetterà alle fermate i piccoli che abitano lungo il versante, da San Carlo ad Antona. I genitori - o per lo meno la stragrande maggioranza di loro - sono sul piede di guerra e minacciano di ritirare i figli dall'asilo. Certo, la deroga è uno strumento ricorrente, soprattutto quando si tratta di garantire il trasporto pubblico. Ma qui la storia si fa complicata e non soltanto perché i protagonisti sono bambini. C'è di più: c'è la frana ad Altagnana, un anno fa, che ha obbligato gli alunni ad un primo trasferimento, ci sono i massi finiti sulla careggiata. E adesso una deroga per il pullmino. «Se c'è un rischio - tuonano i genitori - si tutelino i più piccoli». È indubbio che i tecnici abbiano fatto rilievi e che a determinare problemi di stabilità alla strada è soprattutto la frequenza dei passaggi (il pullmino transita 4 volte), rimane il fatto che l'esperienza insegna e le nostre montagne negli ultimi mesi ci hanno fatto paura. Più di una volta.
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