Il Tirreno

La galleria, un pezzo di città dimenticato

Chiara Sillicani
<b>INCURIA.</b> Immagini di degrado sotto la Galleria Da Vinci
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INCURIA. Immagini di degrado sotto la Galleria Da Vinci

Per le feste niente decori e illuminazioni, soltanto incuria e vandalismi

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 MASSA. Va bene che il centro - la parola stessa lo dice - è un'area poco ampia. Ma a Massa il concetto è davvero inteso in senso restrittivo. Perché se con un futuristico teletrasporto qualcuno finisse sotto la galleria Leonardo Da Vinci, probabilmente avrebbe l'impressione di essere stato catapultato in piena periferia. Degrado, scritte di ogni tipo e in ogni luogo. Tanto da far supporre che i writers siano prima di tutto atleti. Eppure il centro, è davvero il caso di dirlo, è dietro l'angolo. Le strade dello shopping, sempre che questa espressione si addica al clima poco metropolitano della nostra città, sono a due passi. Ma chi capita in galleria ha l'impressione dell'incuria e del degrado totale. E non soltanto per qualche mattonellina sconnessa o per gli scalini rotti, ci sono scritte dovunque, anche sui muri dei negozi, ci sono la carte abbandonate da chi, sul lato che dà su via San Sebastiano, si siede comodamente sui gradini e abbandona lattine e sporcizia.  Nè la galleria si è vestita a festa per Natale. La crisi, che ha reso più poveri i commercianti, ha fatto la sua parte, poi c'è la sfiducia:«Quando abbiamo speso per abbellire la Galleria, ci siamo ritrovati con fiori strappati e vasi rotti». Una storia all'italiana a dire il vero: perché la Galleria è privata, fa parte di un condominio con tanto di appartamenti e uffici. Ma visto che è aperta al passagio, è un'area ad uso pubblico. Così se i privati non hanno soldi per spendere, il pubblico non garantisce controlli rigorosi.  Ormai la Galleria è diventata punto d'incontro, nel senso meno edificante del termine. Luogo di ritrovo di giorno e di notte. Martedì mattina le addette delle imprese di pulizia si sono improvvisate vigili del fuoco. Sono arrivate, poco dopo le 5, e hanno visto alzarsi le fiamme intorno ad una colonna di sostegno. Fortunatamente le fiamme erano ancora circoscritte e, secchi alla mano, sono riuscite a spegnerle. Quello dei commercinti ora è un grido di allarme: non ci dimenticate. Ad agosto si sono fatti avanti a gran voce scrivendo una lettera al Prefetto, al sindaco e al Questura. Quella lettera un frutto lo ha portato: Pucci, con l'amministratore dello stabile, ha incontrato i negozianti. Ma nulla è cambiato: soliti gruppetti incivili a tutte le ore del giorno, solita incuria. Una soluzione ci sarebbe e si chiama telecamere. E qui la storia all'italiana torna: perché a pagarle dovrebbero essere i privati, al Comune poi spetterebbe collegarle alla rete.  E tutto si blocca. Con un risultato: la Galleria - il termine è immediato, ma rende - è brutta. E a Natale lo sembra ancora di più: senza una luce, senza un abete. Con tante scritte e tanto degrado.

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