Il Tirreno

Comune, quel concorso... non s'ha da fare

Sindacati in rivolta per le promozioni: «Gravi irregolarità, bisogna bloccare tutto»

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 MASSA. Quel concorso non s'ha da fare. Sindacati pronti al ricorso contro il Comune per le progressioni verticali, cioé le promozioni interne del personale. «Il concorso è stato organizzato - attacca la Cisl segnalando anomalie come la notifica ai diretti interessati solo tramite mail - in maniera scorretta e con tempi sbagliati. Deve essere bloccato immediatamente». Dello stesso parere anche la Cgil che ha incaricato un legale per comprendere se ci siano state irregolarità nella procedura.  «Abbiamo diffidato l'Amministrazione - attacca il segretario provinciale della Cisl Enzo Mastorci - a non procedere circa i concorsi per le progressioni verticali per due motivi: uno di legittimità ed uno di opportunità. Delle 46 progressioni - decise con un accordo sindacale sin dal 2005 - facevano parte 13 posti per dipendenti che avrebbero dovuto accedere alla categoria B. «In questo caso - spiega Mastorci - sono già state espletate le procedure concorsuali ma soltanto 8 dipendenti hanno potuto accedere alla categoria superiore. E' mancata soltanto la volontà dell'Amministrazione di inquadrare i rimanenti 5 dipendenti nella categoria superiore, indipendentemente dai vincoli imposti dal decreto Brunetta. Per le altre progressioni verticali, sembra evidente che il decreto Brunetta è stato fino ad un mese fa un alibi poiché è entrato in vigore 4 anni dopo la sigla dell'accordo sui 46 scorrimenti verticali». Per Mastorci è evidente che il non aver previsto nel piano per il fabbisogno del personale tutte le progressioni (poi incappate nei vincoli del Brunetta) è stato un errore «clamoroso».  Mastorci accusa poi il Comune di irregolarità. «Prima ma di informare la commissione trattante i candidati sono stati in tutta fretta convocati per le prove attraverso una mail (è legittimo come mezzo di notifica?). Ci pare ovvio che il percorso è evidentemente viziato nella forma e nella sostanza ed ha penalizzato in primis i dipendenti già vincitori di concorso di categoria A, penalizzando inoltre tutti coloro che non hanno avuto tempo e modo di prepararsi per le prove».  Pronta alla guerra anche la Cgil. «Di sicuro - spiega il segretario provinciale della Fp-Cgil Paolo Guerra - il tempo dato ai candidati è stato troppo breve. Ora stiamo studiando anche eventuali irregolarità. Ora il problema è il tempo, visto che pr il decreto Brunetta la data ultima per le progressioni è il 31 dicembre».

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