La manifestazione
«Risultato storico» per la maggioranza, sì al 25% di edilizia privata nelle ex colonie, arriva un emendamento dellultimora
Approvato il Piano strutturale
Claudio Figaia
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Lassessore Vatteroni Si allentano le norme di salvaguardia, si allargano le aree a rischio frane
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MASSA. Dal Prg Detti al Piano strutturale Pucci: la città ha oggi un nuovo strumento generale di pianificazione del territorio, approvato ieri sera dal consiglio comunale. Il voto è arrivato al termine di un percorso iniziato con l'amministrazione Neri, proseguito dalla nuova giunta; dopo l'esame di 295 osservazioni, 12 sedute del consiglio comunale e innumerevoli riunioni di commissione. Eppure, si è arrivati all'approvazione definitiva del Piano con un ennesimo cambiamento «in corsa». L'amministrazione ha accolto le osservazioni del Genio civile il 2 dicembre scorso riguardanti la zona collinare del Candia, teatro del disastro frane di Ognissanti. In sostanza, è stato messo ai voti un emendamento al Piano in cui si sottopone a misure di salvaguardia (leggi: blocco di ogni intervento urbanistico-edilizio) quella zona, in attesa dell'esito di nuovi studi mirati a definire il grado di rischio frane di quella parte del territorio. Novità che il consiglio comunale ha accolto "al buio", nel senso che non c'è stato il tempo per valutare anche sommariamente la modifica proposta. «Un risultato storico», esulta la maggioranza che vede in questa approvazione la conferma della capacità dell'amministrazione di "realizzare i suoi programmi". Fortemente critica, invece, la minoranza. Primo effetto dell'approvazione del Piano strutturale - è l' allentamento delle norme di salvaguardia entrate in vigore il 7 aprile 2009, data dell'adozione del Piano: le misure che bloccano (o meglio sospendono) nuove costruzioni restano ma mitigate. Si potrà, ad esempio, completare la costruzione dei servizi, realizzare, entor certi limiti ampliamenti funzionali all'esistente. «Sappiamo - ha detto il sindaco Roberto Pucci - che bloccare per tre anni (la salvaguardia durerà fino all'aprile 2012) le nuove edificazioni in questo momento di crisi, riducendo, anche, e di parecchio le entrate del Comune, è una socmmessa. Ma la misura di salvaguardia è essenziale per fare sì che le previsioni dei Piano strutturale non vengano stravolte da nuove opere». Il Piano strutturale, inoltre, rivede l'intera fascia collinare-montana, riclassificando in base ad analisi geologiche il grado di rischio eventi franosi in molte zone. Da Lavacchio al Candia alla zona di Forno Casette, le colline in cui cui si sono verificate frane e smottanenti vengono ora considerate ad elevato rischio geologico, cosa che non era nel vecchi Prg. Conseguenza? Sarà impossibile, o quasi realizzare nuove case in quelle zone. Nel Piano anche la "partita" delle ex colonie. Che potranno diventare nuove strutture turistiche ma con un 25% di volumetrie concesse all'edilizia privata. Anche se con un "accorgimento": le costruzioni destinate al privato potranno crescere solo dopo che sarà stata realizzata la struttura turistica.
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