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Luci, il Tar stoppa la gara

Illuminazione pubblica su un viale
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Illuminazione pubblica su un viale

«Irregolare il concorso per l'illuminazione pubblica»

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 MONTIGNOSO. L'illuminazione pubblica? Per ora non ha alcun nuovo gestore. A stabilirlo il Tar della Toscana con una sentenza. Per il tribunale la gara di assegnazione del servizio bandita dal comune di Montignoso è stata condotta in modo irregolare. Per questo l'intera procedura dovrà essere rifatta.  A bocciare l'assegnazione è stata la prima sezione del tribunale amministrativo per la Toscana presieduta dal giudice Carlo Testori coadiuvato da Riccardo Giani e Alessandro Cacciari.  A presentare un ricorso contro il comune e contro Enel Sole - Gaina Ivano (il raggruppamento di imprese che avrebbe vinto l'appalto), è stata una delle ditte che ha partecipato alla gara, la Citelum, rapperesentata dagli avvocati Mauro Barberio e Stefano Porcu.  La controversia legale è nata attorno alla gara bandita dal comune di Montignoso per l'affidamento in global service per 20 anni del servizio di pubblica illuminazione.  Per gli avvocati della Citelum il raggruppamento vicitore - l'assegnazione è stata fatta a fine luglio 2010 - non sarebbe stato in possesso dei requisiti richiesti nel bando, soprattutto per quel che riguarda il certificato Iso 14001 (posseduto da solo una delle imprese raggruppate) e per la pregressa attività in Comune: il bando chiedeva infatti di aver amministrato almeno 1500 punti luce.  Inoltre per gli avvocati la commissione di gara avrebbe predisposto criteri per l'attribuzione dei punteggi diversi da quelli presenti nel bando iniziale.  Il 1 dicembre scorso si è svolta l'ultima udienza in presenza degli avvocati difensori (per il Comune c'era l'avvocato Carlo Lenzetti, mentre per Enel e la ditta Gaina Ivano c'era Stefano Grassi).  Poi è arrivata la sentenza. Il tribunale ha respinto le parti del ricorso riguardanti il certificato Iso e il precedente lavoro per il Comune. per i giudici infatti il raggruppamento tra Enel e Gaina Ivano avrebbe infatti posseduto questo tipo di requisiti (basta infatti che ad averli sia almeno una delle aziende rappresentate nel gruppo).  I giudici hanno però accolto il terzo punto messo in evidenza dai ricorrenti. Per il tribunale, infatti, la commissione giudicatrice ha utilizzato dei criteri di selezione per l'attribuziuone dei punteggi non specificati chiaramente nel bando iniziale. In pratica è come se le regole del gioco fossero state cambiate durante la partita.  E'stata infatti l'Unione europea a stabilire che le regole andassero scritte per intero nei bandi in modo da garantire la regolarità delle gare. Bruxelles aveva anche aperto una procedura di infrazione contro l'Italia. Il nostro paese aveva accolto le indicazione dell'Europa emanando un decreto legislativo in proposito.  Per questo motivo il tribunale ha accolto il ricorso della Citelum annullando la gara e invitando il Comune a far ripartire le operazioni dall'inizio. Le spese processuali sono state divise tra le parti in causa. G.D.

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