Il Tirreno

Scioglierà la riserva la prossima settimana. E la corrente di minoranza spinge perché sfidi la Bertocchi

Buffoni riprova a fare il sindaco

Buffoni riprova a fare il sindaco

L'ex primo cittadino a un passo dalle primarie di Montignoso

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MONTIGNOSO. Narciso Buffoni è a un passo dal presentarsi alle primarie del Pd Montignoso. L'ex primo cittadino montignosino scioglierà la riserva la prossima settimana, ma ormai sembra che la sua discesa in campo sia davvero cosa fatta. Il nome di Buffoni al momento è quello più papabile per la corrente dei Democratici in disaccordo con il sindaco Binaglia. L'altro è Gianni Lorenzetti, uno dei due consiglieri del Pd (insieme a Massimo Poggi) che avevano sollevato la questione morale sull'adozione del regolamento urbanistico da parte della maggioranza per il voto di tre consiglieri in odore di conflitto di interessi. Ma lo stesso Lorenzetti sarebbe ben felice se Buffoni si presentasse alla primarie, anche perché potrebbe essere un colpo da ko per quelli che più che amici di partito sono avversari da battere. La corrente di Buffoni secondo lo statuto del Pd può presentare un suo candidato alle primarie perché ha il 30% delle firme indispensabile per farlo. E quindi non ci sarà un altro caso 28 aprile, come a Massa. Si andrà alla disputa facendo finta che va bene a tutti. Anche se così non è, visto che la maggioranza punta dritta su l'ingegnere Angela Bertocchi. Ma la sces ain campo dell'ex primo cittadino rimetterebbe tutto in discussione, creando non pochi mal di pancia a chi pensava che non ci sarebbereo stati ostacoli alla fascia tricolore. Quando si saprà con certezza se Buffoni sarà candidato alle primarie? Gli amici dell'ex sindaco sono certi che entro la prossima settimana sciogluerà la riserva. Che poi riserva non è: il nome deve andare bene a tutti e poi lui dirà di sì. Comunque sia c'è tempo fino al 7 gennaio per presentare la propria candidatura. Le primarie poi verranno fatte il 23 o 30 gennaio. Il ricorso alle consultazioni interne per individuare il successore di Federico Binaglia era in verità quasi scontato. Ma è diventato certo una settimana fa quando la direzione comunale del Pd - formato da 50 membri - lo ha deciso in una tesa riunione segnata dalla divisione sempre più netta tra le due correnti principali. Il segretario Piero Sacchetti e i suoi uomini ci avevano provato a indicare un candidato condiviso che mettesse fine a lacerazioni e scontri. E lo avevano trovato in Roberto Di Matteo. Ma per la minoranza, che fa riferimento all'asse Narciso Buffoni-Gianni Lorenzetti ha detto no: «Non ci sono le condizioni». Di Matteo, a quel punto, si è messo da parte, rinunciando alle primarie. E ha indicato in Angela Bertocchi, ingegnere elettronico, insegnante e da poco in politica (è segretaria del circolo di Montignoso centro), a guidare il Comune e per affrontare le consultazioni di partito, che fino a quel punto nessuno aveva chiesto. Ci ha pensato la minoranza a farlo quando si è aperto il dibattito: i suoi componenti hanno sottoscritto un documento per l'indizione delle primarie.

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