Proteste
Pd, Ugolotti diffida i "dissidenti"
Stefano Alberti: «Se vogliono imbavagliarci, non ci riusciranno»
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MASSA. Fa discutere (e rischia di aprire un mini-caso sul dissenso interno) la presa di posizione del segretario comunale dei Democratici Cesare Ugolotti sulla "ufficialità" della voce del partito. «Diffido chiunque ad attribuire al partito dichiarazioni che non siano firmate dal segretario comunale", dice chiaro Ugolotti in una nota stampa recapitata ai quotidiani locali. «Se è un tentativo di mettere il bavaglio alle voci nel partito che possono dare fastidio, non ci stiamo», replica però Stefano Alberti consigliere comunale, mai citato nel documento di Ugolotti ma chiaramente destinatario numero 1 della diffida, assieme a Giorgio Raffi e Giovanni Ricci (le voci critiche del partito). Ugolotti, in verità, non usa toni censori. «Leggo spesso nelle cronache locali - scrive nella nota - articoli attribuiti al Pd di Massa, firmati spesso da componenti del gruppo consiliare Pd. Premesso che tutti i consiglieri, come chiunque iscritto o simpatizzante del Pd, è libero di esprimere la propria opinione sui fatti che attraversano la vita della nostra città, mi vedo costretto quale segretario comunale del partito a precisare che la posizione politica del Partito democratico di Massa è espressa esclusivamente (in maiuscolo nel documento) dal segretario». Pertanto, avverte Ugolotti, «ogni intervento che i cittadini leggeranno sulla stampa che abbia firma diversa dal segretario comunale o dagli organi eletti, sono da ritenersi esclusivamente posizioni personali non attribuibili al partito. Attribuire al Pd di Massa posizioni personali non solo non è corretto e rispettoso degli organi di partito, ma ingenera confusione e sconcerto nell'opinione pubblica, che potrebbe non riconescersi nelle personali posizioni assunte ed, artatamente e scorrettamente, attribuite al Pd di Massa». Ma il fatto è che Alberti, Raffi e Ricci le loro posizioni le esprimono sempre firmandosi per quel che sono: consiglieri comunali del Pd. Mai "spacciandosi" per la voce del partito. E allora? Allora è possibile cogliere dietro alla diffida di Ugolotti un richiamo all'ordine di quei settori del partito che esternano posizioni dissonanti rispetto alla segreteria. In altri termini: mentre Ugolotti sta conducendo una campagna di scontro frontale con l'amministrazione Pucci, i consiglieri Alberti, Raffi e Ricci si distinguono spesso dalla segreteria (e a volte dal gruppo consigliare) adottato posizioni più concilianti e di dialogo con la maggioranza. Il segretario, dunque, pare voler dire ai consiglieri "non in linea": attenti, non siete voi il Pd, l'atteggiamento verso l'amministrazione "nemica" lo scelgo io... «Sono stupito, non capisco il senso di una simile uscita, dal momento che noi abbiamo sempre detto esplicitamente che parliamo a titolo di semplici consiglieri. Non credo che questa diffida sia un tentativo di metterci a tacere, ma se ci fosse questo disegno, allora siamo pronti a reagire: non ci metteranno a tacere». C.F.
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