Il Tirreno

Eaton: Cig per 4 mesi, poi tutti a casa

Claudio Figaia
L’assessore provinciale Raffaele Parrini e i lavoratori davanti alla fabbrica
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L’assessore provinciale Raffaele Parrini e i lavoratori davanti alla fabbrica

Multinazionale irremovibile, fallisce il vertice al ministero

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 MASSA. Eaton irremovibile: la concessione della Cassa integrazione in deroga - pagata dall'Inps - sarà per soli quattro mesi. E questa sarà l'unica e ultima proroga. Poi ri-partiranno i licenziamenti. Finisce male, o - almeno - senza alcun accordo, l'ennesima riunione a Roma sul futuro dei 300 lavoratori della multinazionale Usa.  Un incontro lungo e teso quello di ieri pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico, incontro in cui i segretari di Fim, Fiom e Uilm, una delegazione della Rsu e le istituzioni locali (il sindaco Roberto Pucci, l'assessore provinciale Raffaele Parrini, ma anche il deputato del Pd Andrea Rigoni e il consigliere regionale Loris Rossetti) hanno messo sul piatto la richiesta dell'allungamento di un anno della Cig in deroga. Una richiesta fondata su una primaria motivazione: i tempi per il processo di re-industrializzazione e il ri-collocamento dei lavoratori sono lunghi. Difficile che in quattro mesi i progetti in campo possano trasformarsi in qualcosa di più di quel che sono ora: semplici manifestazioni di interesse a investire sull'area. Ma la delegazione sindacale si è detta anche disposta a "ragionare" sul limite dei quattro mesi di Cassa, purchè l'azienda facesse una qualche apertura sul processo di re-industrializzazione.  Ma la multinazionale (rappresentanta dal responsabile dello stabilimento Luca Cuoghi, l'avvocato Angelo Ricci e due legali di Roma) ha detto no. Di più: Eaton ha sottoposto alle parti un verbale in cui vincola la concessione della Cig, per i soli quattro mesi, a una serie di condizioni. In sostanza: il riconoscimento da parte di tutti i partecipanti al tavolo ministeriale che Eaton «ha mantenuto gli impegni assunti dal 2008, quando decise la chiusura dello stabilimento, fino ad oggi»; che la Cassa in deroga sarà a carico dell'Inps. E, soprattutto, che la Cig in deroga sarà l'ultimo ammortizzatore sociale di cui potranno godere i lavoratori, cioè che, al termine di essa, nulla sarà più possibile richiedere a Eaton.  Proposte giudicate irricevibili dai sindacati. Che hanno redatto un verbale "alternativo" in cui hanno condensato le loro proposte e poi hanno lasciato il tavolo.  I due verbali, quello di Eaton e quello della controparte, saranno adesso sottoposti all'attenzione del ministro dello Sviluppo Paolo Romani che dovrà tentare una mediazione e poi riconvocare il tavolo. «Parti ancora molto lontane, il tavolo rimane sospeso, aspettiamo di sapere quel che valuterà il ministro, certo che porre i quattro mesi di Cig come un accordo tombale non aiuta», commenta l'assessore Parrini.  Non polemizza, invece, Alessio Castelli, segretario Fiom: «Non c'è stata possibilità di trovare un accordo, vedremo se ci sono margini per ulteriori trattative».  Insomma, allo stato attuale ci sono quattro mesi perchè le proposte di Carbon Dream, Tecnocarbon e della società francese si concretizzino e partano le trattative per la cessione delle aree, che è quel che a Eaton interessa. Poi, per i 300 lavoratori sarà disoccupazione.

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