Il Tirreno

«Due esplosioni, e una muraglia di fumo»

Tre intossicati per il rogo, Marzia Guadagni: «Non potevo uscire, poi sono svenuta»

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Si guardano l'un con l'altro, cercano di farsi forza. Gli abitanti degli appartamenti di via Guelfa n. 4 preferiscono stare uniti, ora hanno l'obiettivo comune di tornare al più presto nelle loro case e - come diciamo a parte - di non averre più come coinquilina la trans do Amaral.  Per fortuna, se il bilancio dei danni materiali è pesante (il tetto è scoperchiato sopra la casa della trans, ma ha vari problemi anche in altre parti; il fumo ha annerito gli appartamenti più vicini, da verificare gli impianti elettrici), è tutto sommato leggero quello dei feriti: tre intossicati, già dimessi dopo poco. Tanto, invece, lo spavento, anzi, il terrore nella notte.  Marzia Guadagni, 45 anni, moglie di Bruno Ricci (che era già uscito per andare alle cave), è dovuta ricorrere alle cure dell'ospedale. Abitano di fronte alla trans: «Ho sentito delle urla, un trambusto, un crepito di fiamme. Poi una prima esplosione, e un'altra». Forse, più che di scoppi, si trattava di "ritorni di fiamma", perché i vigili del fuoco hanno accertato che sia la bombola più piccola che alimentava la stufa, sia una più grande forse pre lo scaldabagno o chissà per quali usi (l'appartamento è molto piccolo, una trentina di metri), non sono esplose. E per fortuna, altrimenti ora staremmo parlando di chissà quale tragedia immane. Ma sentiamo di nuovo la signora Guadagni: «Ho aperto la porta, per cercare di uscire, ma ho visto davanti solo un baluardo di fumo, insormontabile, che poi ha invaso anche la mia casa. Ho sbarrato la porta, eravamo tutti svegli, anche i miei due figli di 18 e 24 anni, ho chiamato il 113. Poi sono svenuta». È già tornata dall'ospedale quando le parliamo. Così anche Liria Carusi, che abita a fianco della trans con la figlia Paola Mastorci e il genero Ercole Antonioli: «Mi sono venuti loro a svegliare, che spavento. Ora sto bene». A 84 anni, tutto sommato, la prende con filosofia. Ben più arrabbiati altri vicini. A fianco ci sta anche Ornella Galassi, con il marito Paolo Molendi e il figlio Alessio: «Abbiamo sentito urlare, siamo scesi era già tutto pieno di fumo». Altri insistono: la trans, secondo loro, non era in condizioni tali da manovrare un accendistufa.  Sergio Pellosini conferma di aver sentito distintamente due esplosioni, poi le urla e tutti si sono precipitati in strada: «Con mia moglie Katia siamo riusciti a mettere in salvo il nostro gatto Polly, poi i criceti». Quello di via Guelfa è uno stabile multietnico: ci sono tre studenti coreani nella casa di Shin Eun Ha, e una coppia di marocchini con un figlio. Poi c'era anche la trans brasiliana: ma di quella non ne vogliono più sapere. La tolleranza, per do Amaral, è finita. M.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa