Il Tirreno

Aulla. La Corte di Appello di Genova ha dato ragione a Edda Amorfini ma la giunta prende tempo: non ci sono soldi

Danni ai dipendenti, il Comune paga

Il palazzo comunale di Aulla e a lato il sindaco Simoncini
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Il palazzo comunale di Aulla e a lato il sindaco Simoncini

Due cause di lavoro ipotizzano risarcimenti per oltre 287mila euro

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 AULLA. È di 87mila e 662 euro la cifra che il Comune deve corrispondere alla dipendente comunale Edda Amorfini, protagonista di una causa di lavoro intentata contro l'amministrazione aullese. Denaro che, però, non verrà corrisposto, almeno non nell'immediato. Infatti, con una deliberazione di giunta, la n. 137 del 28 ottobre scorso, è stato stabilito di chiedere alla citata Corte di Appello di Genova la sospensione dell'atto di precetto, «in quanto il pagamento della somma richiesta, nei termini previsti, può causare un danno grave ed irreparabile alle finanze del Comune di Aulla».  Tradotto: le casse comunali versano in pessime condizioni, quindi la dipendente comunale può attendere; bisognerà vedere, però, se la Corte di Appello di Genova accetterà la richiesta del Comune di Aulla. Tornando alla deliberazione della giunta comunale, da questa si evince che l'atto di precetto è stato notificato in municipio il 18 ottobre scorso e tramite questo Edda Amorfini, in esecuzione della sentenza n. 109/10 del 9 febbraio scorso, sentenza emessa dal Giudice del lavoro di Massa, ha intimato al Comune di Aulla il pagamento della somma complessiva di 87.662,61 euro. E pensare che il Comune aveva presentato ricorso in appello davanti alla Corte di Appello di Genova, nominando in qualità di difensore l'avvocato Riccardo Diamanti.  Ricordiamo che i fatti si riferiscono ormai a diversi anni fa e ora la dipendente comunale in questione presta servizio presso la civica biblioteca, dopo essere stata per anni a lavorare negli uffici comunali della Protezione civile. Ma non c'è soltanto la causa di Edda Amorfini a tenere banco.  Infatti c'è un'altra causa di lavoro in corso, quella fra l'ex dirigente comunale all'urbanistica Franco Testa e il Comune di Aulla, che rischia di dovere pagare 200mila euro di risarcimento danni al funzionario comunale.  È quanto emergeva da una delibera della giunta, la numero 27 del 4 marzo scorso, il cui oggetto era il seguente: "Causa Comune/arch. Testa. Resistenza al ricorso - Indirizzo nomina difensore".  Nella delibera, innanzitutto, si faceva notare che con un ricorso presentato al Tribunale civile di Massa (sezione lavoro), ricorso notificato il 26 febbraio 2010, l'architetto Franco Testa, dipendente dell'amministrazione comunale, «ha richiesto di essere reintegrato nell'incarico dirigenziale precedente al decreto n. 24/2009 del sindaco, nonché il pagamento, a titolo di risarcimento danni, della somma di 200mila euro».  Ricordiamo infatti che nel settembre 2009 l'amministrazione comunale, in accordo con le organizzazioni sindacali, aveva approvato la nuova dotazione organica dell'ente, assegnando Testa, che era dirigente all'urbanistica, al settore "Manutenzione-Rsu". Da qui era scaturito il ricorso di Testa, che trovava, ovviamente, l'opposizione dell'amministrazione comunale. G.U.

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