Finanza
Casa a fuoco, terrore in città
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Bruno Ricci allesterno della casa discute animatamente con il trans Leony Mecios do Amaral Trans cerca di accendere stufa e si scatena l'inferno: 31 evacuati
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CARRARA. Attimi di terrore in pieno centro storico, in via Guelfa n. 4: il fuoco ha semidistrutto il piccolo appartamento al secondo piano di uno stabile - un ex convento - abitato da dieci famiglie (per un totale di 24 persone, tutte evacuate) più due famiglie in due appartamenti nella corte esterna (altre sette persone evacuate); inagibile tutto lo stabile. Secondo una prima ricostruzione, alle 6,30 circa, la trans brasiliana Leony Mecios (o Messias) do Amaral, 39 anni (fino a pochi giorni fa titolare di un negozio di abbigliamento nel centro storico, in via Santa Maria, è in Italia da 13 anni), rientrata da poco in casa, avrebbe cercato di accendere la stufa a gas, alimentata da una bombola a gpl. Forse a causa di un deposito di gas - e secondo le testimonianze dei vicini, non sarebbe stata in condizioni psico-fisiche ottimali - si è sprigionato un incendio; avrebbe tentato di spegnerlo poi, visto che non ci riusciva, è scappata, scesa lungo le scale urlando e svegliando i vicini. Subito si è scatenato il fuggi fuggi, una signora che abita a fianco della trans, Marzia Guadagni di 45 anni (il marito, Bruno Ricci era già uscito per lavoro, in casa i due figli) ha provato a uscire ma visto il muro di fumo è rientrata in casa e chiamato il 113. Poi è svenuta; l'altra intossicata è un'anziana, Liria Carusi, 84 anni, che abita con la figlia Paola Mastorci e il genero Ercole Antonioli; dormiva, è stata svegliata di soprassalto e portata in salvo. Entrambe condotte all'ospedale, guariranno in pochi giorni. Leggermente intossicato, e sotto choc, la transessuale brasiliana è stata aggredita a male parole da diversi vicini di casa, che le contestavano le condizioni con cui si era messo ad accendere la stufa. Il commissariato sta ancora completando l'istruttoria, a giorni partirà l'informativa per la magistratura: rischia una denuncia per incendio colposo. Proprio i poliziotti l'hanno trascinata via per evitare il peggio. Al pronto soccorso per accertamenti, poi è stata dimessa. È ospite da amici. Il fatto è accaduto nel quartiere di Caina, a poco più di 200 metri di distanza dalla palazzina crollata a inizio novembre. L'incendio ha provocato il crollo del tetto sopra l'appartamento della transessuale, poi lo stabile è stato dichiarato tutto inagibile anche perché allagato dall'acqua usata in gran quantità dai vigili del fuoco per domare le fiamme. Bisognerà verificarne la tenuta, e le condizioni degli impianti elettrici. Un intero quartiere sottosopra, quello di Caina-via Guelfa, ma gran parte della città è stata svegliata dall'odore acre del fumo che si era sprigionata dall'appartamento al secondo piano. I vigili del fuoco intervenuti sono di due squadre di Carrara e di Massa, più due autoscale e l'autobotte. Il loro tempestivo intervento ha evitato guai peggiori. Il bilancio dei danni resta ugualmente pesante, ma una quantificazione più precisa potrà essere fatta da oggi. M.B.
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