Sfollati, non si trovano i soldi
Gabriele Dini
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Un controllo su una frana e, a sinistra, Loreno VivoliVivoli promette: «Sistemazione per tutti entro Natale»
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MASSA. «Nessuno verrà lasciato per strada, il Comune troverà fondi alternativi per aiutare le famiglie senza casa». L'assessore alla Protezione civile Loreno Vivoli cerca di rassicurare le persone evacuate che hanno ricevuto l'invito a lasciare gli alberghi e a trovarsi una casa in affitto. Chiesto un aiuto alla Regione. Per ora Firenze prende tempo: «La normativa è chiara e una proroga è già stata concessa, ma potremmo riesaminare la questione». La serie di lettere inviate agli evacuati ospitati negli alberghi ha scatenato una vera e propria "tempesta". Le linee telefoniche del Comune sono diventate roventi a causa delle chiamate delle famiglie preoccupate di doversi accollare le spese alberghiere fino a quando non troveranno una casa in affitto. Molte anche le chiamate intercorse tra il Comune e la Regione per cercare di avere una prolungamento del periodo di emergenza.
Il Comune ha chiesto una proroga alla Protezione civile regionale, ma Firenze per ora sembra orientata verso il no. Il periodo di emergenza previsto dalle leggi regionali è infatti limitato a 30 giorni. Oltre quella data i costi di eventuali proroghe della permanenza nelle sistemazioni alternative sono a carico delle casse comunali (o eventualmente dei cittadini interessati dal problema). «La Regione - spiega la dirigente del settore Protezione Civile Maria Sargentini - ha pagato per un mese come prevede la legge e ha messo a disposizione fondi (da 200 a 400 euro al mese a famiglia più un altro contributo versato dal Comune ndr) per contribuire a pagare gli affitti per un anno. In caso di difficoltà nelle prossime settimane saremo pronti a riesaminare la questione». Per questa mattina in municipio è prevista una riunione per analizzare caso per caso la situazione delle famiglie in difficoltà - secondo le stime del Comune dovrebbero essere una decina - e capire come aiutarle a trovare case in affitto a prezzi accessibili oppure riuscire a reperire fondi alternativi per continuare a pagare gli alberghi.
«Noi non abbandoneremo le persone in difficoltà - spiega l'assessore Vivoli - il nostro compito è garantire il rispetto delle procedure e delle norme: per questo abbiamo inviato le lettere. Però nei limiti del possibile vorremmo, come abbiamo sempre fatto, aiutare le persone». Vivoli fa capire che anche per decidere su eventuali proroghe nel pagamento delle sistemazioni alternative serve tempo, anche se una soluzione potrebbe essere vicina. «Non possiamo inventarci soldi che non ci sono - spiega - ma il Comune ha altre risorse da impiegare. Gli evacuati non devono preoccuparsi».
Il problema principale delle famiglie che hanno ricevuto le lettere è quello di trovare case in affitto a prezzi modici in tempi brevi. Nei giorni scorsi il vice-sindaco Martina Nardi ha lanciato un appello a tutti i proprietari perché mettano a disposizione case o appartamenti evitando speculazioni o richieste assurde. Ma la disponibilità di agenzie immobiliari e proprietari per ora non sembra molta. «Mi hanno fatto vedere una casa in condizioni terribili - racconta una signora di 72 anni di Mirteto - e mi hanno chiesto 600 euro di affitto con tre mesi di caparra. Mi sembra una richiesta eccessiva. Si approfittano della nostra situazione per guadagnare su case impossibili da affittare».
Il Comune ha chiesto una proroga alla Protezione civile regionale, ma Firenze per ora sembra orientata verso il no. Il periodo di emergenza previsto dalle leggi regionali è infatti limitato a 30 giorni. Oltre quella data i costi di eventuali proroghe della permanenza nelle sistemazioni alternative sono a carico delle casse comunali (o eventualmente dei cittadini interessati dal problema). «La Regione - spiega la dirigente del settore Protezione Civile Maria Sargentini - ha pagato per un mese come prevede la legge e ha messo a disposizione fondi (da 200 a 400 euro al mese a famiglia più un altro contributo versato dal Comune ndr) per contribuire a pagare gli affitti per un anno. In caso di difficoltà nelle prossime settimane saremo pronti a riesaminare la questione». Per questa mattina in municipio è prevista una riunione per analizzare caso per caso la situazione delle famiglie in difficoltà - secondo le stime del Comune dovrebbero essere una decina - e capire come aiutarle a trovare case in affitto a prezzi accessibili oppure riuscire a reperire fondi alternativi per continuare a pagare gli alberghi.
«Noi non abbandoneremo le persone in difficoltà - spiega l'assessore Vivoli - il nostro compito è garantire il rispetto delle procedure e delle norme: per questo abbiamo inviato le lettere. Però nei limiti del possibile vorremmo, come abbiamo sempre fatto, aiutare le persone». Vivoli fa capire che anche per decidere su eventuali proroghe nel pagamento delle sistemazioni alternative serve tempo, anche se una soluzione potrebbe essere vicina. «Non possiamo inventarci soldi che non ci sono - spiega - ma il Comune ha altre risorse da impiegare. Gli evacuati non devono preoccuparsi».
Il problema principale delle famiglie che hanno ricevuto le lettere è quello di trovare case in affitto a prezzi modici in tempi brevi. Nei giorni scorsi il vice-sindaco Martina Nardi ha lanciato un appello a tutti i proprietari perché mettano a disposizione case o appartamenti evitando speculazioni o richieste assurde. Ma la disponibilità di agenzie immobiliari e proprietari per ora non sembra molta. «Mi hanno fatto vedere una casa in condizioni terribili - racconta una signora di 72 anni di Mirteto - e mi hanno chiesto 600 euro di affitto con tre mesi di caparra. Mi sembra una richiesta eccessiva. Si approfittano della nostra situazione per guadagnare su case impossibili da affittare».
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