Il Tirreno

La Fisascat chiede ad Apuafarma proposte migliorative per le cuoche

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 CARRARA. La federazione dei lavoratori addetti ai servizi, Fisascat, replica ad Apuafarma che ha criticato i sindacati della funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil, per avere proclamato lo stato di agitazione delle cuoche delle mense delle scuole materne, che chiedono la stabilizzazione del posto di lavoro. «Il rapporto con Apuafarma è stato costruttivo in questi anni, e ha permesso di arrivare a buoni risultati per lavoratori e fruitori dei servizi erogati dall'azienda. Qui si parla di stabilizzare lavoratori che attendono, alcuni da 10 anni, e le risposte tardano o sono del tutto insufficienti. Sappiamo bene che il servizio è gestito da Apuafarma con un trasferimento insufficiente da parte del Comune (l'azienda ci ha fatto presente che il servizio è sbilanciato in negativo di 350 mila euro), ma questo deficit non deve essere pagato dalle lavoratrici che dovrebbero barattare la stabilizzazione con uno stipendio da povertà (si parla di 600 euro al mese). Ognuno deve fare la sua parte». Fisascat aggiunge che «la richiesta di "raffreddamento" della vertenza davanti al Prefetto» è partita dalle lavoratrici «in assenza di risposte soddisfacenti. Se Apuafarma ha proposte nuove e migliorative siamo disposti anche ad esaminarle subito».

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