La manifestazione
Il de profundis per le zone franche
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Uno scorcio della zona industriale Ormai ufficiale la cancellazione, doccia fredda per Massa-Carrara
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CARRARA. Poco più di un anno fa, la firma solenne davanti al ministro Claudio Scajola, subito dopo il via libera dell'Unione Europea: per le Zfu, le zone franche urbane, la strada sembrava in discesa. E invece, oggi, il de profundis è ormai quasi ufficiale. Che questo particolare strumento per attrarre investimenti, fatto di esenzioni fiscali mirate alle piccole e medie imprese, non fosse mai piaciuto al ministero dell'economia non è un mistero. E così, dopo che il ministro dello sviluppo economico Scajola - che invece ne era un fautore - si è dimesso, è partita l'operazione di "superamento" delle Zfu. Oggi si ipotizza, ma solo per il Sud, la nascita delle Zone a burocrazie zero. Per le quattro realtà del Centro-Nord (Ventimiglia, Massa-Carrara, Velletri e Sora), però, non c'è neppure questo paracadute. Come riportato ieri dal Sole 24 Ore, ormai le Zfu sono davvero a un passo dalla cancellazione definitiva. A nulla serve che la commissione europea le avesse autorizzate, e che il Cipe avesse già approvato la costituzione. Come spiega "Il sole 24 ore", il no praticamente definitivo alle Zone franche urbane è inserito nella bozza del decreto di riforma degli incentivi alle imprese. Un primo campanello d'allarme, e anche qualcosa di più, c'era stato nel decreto «milleproroghe» del 2010, con il quale le esenzioni automatiche - ricorda il quotidiano della Confindustria - venivano trasformate in un mero contributo. La modifica era stata annullata in sede di discussione alla Camera. Poi, altro siluro: nella manovra d'estate, spuntano le Zone a burocrazia zero (Zbz) nel Mezzogiorno. La cronista del Sole 24 Ore ricorda che, come noto, Massa e Carrara avevano individuato un'area di confine tra i due territori, la zona industriale apuana. «Volevamo ripartire creando un polo nautico, con una doppia valenza, commerciale e turistica - ha dichiarato il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani - siamo passati dall'euforia alla doccia fredda. E dire che numerose aziende, anche di altre regioni, avevano già manifestato interesse». Il problema, come rilevato anche da altri sindaci, è che i decreti attuativi per le Zfu non erano mai stati firmati, lasciando la situazione a decantare per mesi. Un pessimo segnale che ora ha preso corpo. Per il definitivo epitaffio sulle Zfu, deve entrare in vigore il decreto legislativo che ne prevede la cancellazione: il decreto deve essere ancora approvato dal Consiglio dei ministri e in seguito superare l'esame della commissione parlamentare competente e della Conferenza Stato-Regioni.
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