La protesta
Carrione, si rimisura tutto l'alveo
E intanto cambia il responsabile dei lavori: Marchetti al posto di Altieri
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CARRARA. Il sindaco incarica gli uffici comunali di rimisurare la quota dell'alveo del fiume Carrione dal centro storico verso monte. Pare che, da controlli a vista e fotografici, si sia un po' abbassato in due o tre anni, cioè da quando è stato redatto il progetto di messa in sicurezza, per cui, fermo restando l'impianto del progetto anti-esondazioni, partiranno nuove verifiche. E' quanto è stato deciso nel summit di ieri a palazzo civico. Entro il 20 dicembre nuovo incontro per approfondimenti, fra il sindaco e i soggetti presenti ieri: funzionari e tecnici della Regione e del Genio civile, la Provincia (c'era il vice presidente Magnani con tecnici), e i professionisti che hanno redatto il progetto-Carrione.
Non era presente in questa fase la Soprintendenza, in quanto non è stato affrontato il tema dei ponti storici della Bugia e di Groppoli, che secondo il progetto di messa in sicurezza del fiume, dovrebbero essere abbattuti. L'argomento verrà trattato, eventualmente, dopo le verifiche sull'alveo. Infatti le nuove misurazioni avranno lo scopo di accertare se in questi ultimi anni si sia abbassato naturalmente e di quanto, per cui potrebbe essere rimodulato l'intervento previsto dal progetto originario. Intervento teso a rendere più profondo l'alveo in modo da contenere meglio il deflusso delle acque in caso di piena. Le misurazioni dovrebbero impegnare i tecnici comunali per circa una settimana, a partire da quando miglioreranno le condizioni meteo, e scenderà il livello del fiume. «Ma non c'è alcun dubbio - ha detto ieri Zubbani dopo la riunione - che i lavori di messa in sicurezza vanno fatti. Nell'incontro abbiamo sgombrato il campo in modo inequivocabile, dalle ipotesi che erano circolate, secondo le quali fatti i lavori a valle, non ci fosse bisogno di quelli a monte. Non è così: gli interventi di messa in sicurezza del Carrione partiti dal piano e risaliti fino quasi al centro storico, sono stati funzionali, ma il risultato verrebbe compromesso se non si intervenisse anche dal centro storico in su. Le opere, scartate ipotesi invasive, hanno lo scopo di prevenire le piene duecentennali, ma bisogna tenere conto che ci sono quelle che capitano anche ogni quindici anni». Insomma, una corsa contro il tempo, visto che l'ultima grande alluvione con esondazioni è del 2003.
Nuovo Rup. La giunta ha accolto la richiesta dell'ingegner Sergio Altieri, dirigente dei Lavori Pubblici del Comune, che aveva espresso la volontà di non ricoprire più il ruolo di "responsabile unico del procedimento" per quanto riguarda i lavori sul Carrione. Oggi il sindaco nominerà ufficialmente, al suo posto, l'ingegner Cesare Marchetti, da molti anni tecnico comunale.
Le indagini della magistratura. Interrogatori a tappeto: la dottoressa Alessandra Conforti, il piemme che sta seguendo il caso del crollo della palazzina in via Carriona, sta sentendo a ritmo serrato numerose persone che a vario titolo - dal Comune alle ditte dei lavori nel fiume - risultano coinvolte nella vicenda. Il piemme dal 2 novembre scorso, quando è avvenuto il disastro, ha acquisito tutta una seria di documentazioni, che possano consentirle di farsi un quadro esatto della situazione e di quali possano essere state le cause del crollo. Accertare cioè come ha funzionato tutta la catena del monitoraggio. E stabilire eventuali responsabilità. Insomma, un fascicolo voluminoso, di materiale (relazioni tecniche e quant'altro) avuto dal Comune: Un'indagine corposa, sulla quale - sebbene si vociferi da giorni di avvisi di garanzia che dovrebbero partire a breve - pare che il magistrato non abbia ancora tirato le somme. Ed è probabile che lo farà agli inizi del nuovo anno. Anche sulla base delle perizie dei suoi consulenti.
GLI SFOLLATI. Per quanto riguarda gli sfollati, da quanto si apprende in Comune, per un paio di famiglie sono in scadenza i 30 giorni di copertura comunale delle spese di vitto (in ristorante) e alloggio (in albergo), mentre per altri evacuati da via Carriona, il mese (concesso dalla Regione) è scaduto e devono provvedere da soli a una sistemazione: si tratterebbe in pratica di un paio di casi. Invece, tre famiglie, hanno avuto in assegnazione case popolari (o perché erano già in graduatoria, o per emergenze di nuclei numerosi previste dalle normative in materia). Un nucleo di due persone, è ospitato all'ex ospedale San Giacomo. E un paio di proprietari di case nella zona del crollo in via Carriona, abitano altrove.
Non era presente in questa fase la Soprintendenza, in quanto non è stato affrontato il tema dei ponti storici della Bugia e di Groppoli, che secondo il progetto di messa in sicurezza del fiume, dovrebbero essere abbattuti. L'argomento verrà trattato, eventualmente, dopo le verifiche sull'alveo. Infatti le nuove misurazioni avranno lo scopo di accertare se in questi ultimi anni si sia abbassato naturalmente e di quanto, per cui potrebbe essere rimodulato l'intervento previsto dal progetto originario. Intervento teso a rendere più profondo l'alveo in modo da contenere meglio il deflusso delle acque in caso di piena. Le misurazioni dovrebbero impegnare i tecnici comunali per circa una settimana, a partire da quando miglioreranno le condizioni meteo, e scenderà il livello del fiume. «Ma non c'è alcun dubbio - ha detto ieri Zubbani dopo la riunione - che i lavori di messa in sicurezza vanno fatti. Nell'incontro abbiamo sgombrato il campo in modo inequivocabile, dalle ipotesi che erano circolate, secondo le quali fatti i lavori a valle, non ci fosse bisogno di quelli a monte. Non è così: gli interventi di messa in sicurezza del Carrione partiti dal piano e risaliti fino quasi al centro storico, sono stati funzionali, ma il risultato verrebbe compromesso se non si intervenisse anche dal centro storico in su. Le opere, scartate ipotesi invasive, hanno lo scopo di prevenire le piene duecentennali, ma bisogna tenere conto che ci sono quelle che capitano anche ogni quindici anni». Insomma, una corsa contro il tempo, visto che l'ultima grande alluvione con esondazioni è del 2003.
Nuovo Rup. La giunta ha accolto la richiesta dell'ingegner Sergio Altieri, dirigente dei Lavori Pubblici del Comune, che aveva espresso la volontà di non ricoprire più il ruolo di "responsabile unico del procedimento" per quanto riguarda i lavori sul Carrione. Oggi il sindaco nominerà ufficialmente, al suo posto, l'ingegner Cesare Marchetti, da molti anni tecnico comunale.
Le indagini della magistratura. Interrogatori a tappeto: la dottoressa Alessandra Conforti, il piemme che sta seguendo il caso del crollo della palazzina in via Carriona, sta sentendo a ritmo serrato numerose persone che a vario titolo - dal Comune alle ditte dei lavori nel fiume - risultano coinvolte nella vicenda. Il piemme dal 2 novembre scorso, quando è avvenuto il disastro, ha acquisito tutta una seria di documentazioni, che possano consentirle di farsi un quadro esatto della situazione e di quali possano essere state le cause del crollo. Accertare cioè come ha funzionato tutta la catena del monitoraggio. E stabilire eventuali responsabilità. Insomma, un fascicolo voluminoso, di materiale (relazioni tecniche e quant'altro) avuto dal Comune: Un'indagine corposa, sulla quale - sebbene si vociferi da giorni di avvisi di garanzia che dovrebbero partire a breve - pare che il magistrato non abbia ancora tirato le somme. Ed è probabile che lo farà agli inizi del nuovo anno. Anche sulla base delle perizie dei suoi consulenti.
GLI SFOLLATI. Per quanto riguarda gli sfollati, da quanto si apprende in Comune, per un paio di famiglie sono in scadenza i 30 giorni di copertura comunale delle spese di vitto (in ristorante) e alloggio (in albergo), mentre per altri evacuati da via Carriona, il mese (concesso dalla Regione) è scaduto e devono provvedere da soli a una sistemazione: si tratterebbe in pratica di un paio di casi. Invece, tre famiglie, hanno avuto in assegnazione case popolari (o perché erano già in graduatoria, o per emergenze di nuclei numerosi previste dalle normative in materia). Un nucleo di due persone, è ospitato all'ex ospedale San Giacomo. E un paio di proprietari di case nella zona del crollo in via Carriona, abitano altrove.
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