Il Tirreno

Asl: 75 posti di lavoro a rischio

Alessandra Vivoli
A sin. Claudio Salvadori (Uil) e sopra un reparto ospedaliero
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A sin. Claudio Salvadori (Uil) e sopra un reparto ospedaliero

Allarme del sindacato per gli operatori socio sanitari

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CARRARA. All'Asl scatta l'allarme per i 75 operatori socio sanitari che a fine mese (il 31 dicembre per la precisione) vedono scadere i loro contratti a tempo determinato. E attendono la stabilizzazione da parte dell'azienda. Ad oggi non è ancora arrivato alcun segnale in quel senso: permane l'incertezza. Ed è proprio questa a far preoccupare il sindacato. E la Uil punta il dito sugli sprechi: nelle consulenze e nei super progetti.   Salvadori (Uil): perché non tagliare le consulenze?. «Razionalizzare il personale, in particolare gli operatori socio sanitari che si occupano dell'assistenza diretta (quelli in sostanza che la mattina lavano gli ammalati, gli aiutano nei pasti e in molte altri momenti della giornata anche nel semplice trasporto), significa mettere a rischio i pazienti».  L'allarme è di Claudio Salvadori della Uil Sanità.  «È doveroso ammettere che da parte della commissaria straordinaria, dottoressa De Lauretis, c'è stata una grande sensibilizzazione in merito alla questione. Dalla Regione ci aspettiamo che non venga messa a rischio la categoria degli Oss: e che magari si passino sotto la lente di ingrandimento le consulenze inutili e i progetti vari, per cui l'azienda ha investito decine di migliaia di euro. E anche i 16 direttori amministrativi: ci risulta che siano lo stesso numero dell'Asl di Firenze». Salvadori punta il dito sui presunti «sprechi» dell'azienda sanitaria.

Ma, assicura, non è il momento di fare polemica. «Quello che più ci preme adesso - spiega - è riprendere la trattativa sindacale: da giorni, infatti, aspettiamo di essere convocati dall'Azienda per risederci tutti attorno a un tavolo. A fine mese si apre una partita importante, quella della stabilizzazione di una settantina di operatori socio sanitari che, di fatto, sono già in azienda e ci lavorano, ma con un contratto a tempo determinato. È personale che svolge un compito importantissimo: non stablizzarli significa mettere a rischio il servizio sanitario stesso».   Musetti (Cgil): non accetteremo riduzioni di personale. «Non sono accettabili riduzioni di personale se vi sono state scelte errate di programmazione da parte della direzione aziendale, non deve esserci assolutamente una conseguente riduzione dei servizi ai cittadini. Per questo motivi abbiamo chiesto da alcuni giorni un incontro alla direzione sanitaria». La preoccupazione è di Valerio Musetti della Cgil Fp, che, per ricostruire la situazione degli operatori socio sanitari, parte dal lontano. «Il 5 luglio 2007 fu siglato un accordo tra organizzazioni sindacali ed azienda sanitaria dove si prevedeva il rientro di servizi esternalizzati e tra questi gli OSS - spiega Musetti - Fu bandita una selezione per incarico a tempo determinato per la copertura degli operatori necessari (numero già presente con le cooperative) a garantire assistenza nei servizi.

In questo anno molto prima del commissariamento, è stato espletato un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato di Oss, dei tempi determinati (131) ad oggi solo una parte è stata assunta, e gli altri operatori che attualmente garantiscono i servizi termineranno il tempo determinato entro la fine di dicembre».  «Noi vogliamo garanzie per il personale per i servizi - sottolinea Musetti - Ribadiamo che il personale non determina una spesa aggiuntiva perchè garantisce i servizi già da alcuni anni, eventualmente è necessario discutere altri tagli. E inoltre è importante evidenziare come gli operatori socio sanitari siano fondamentali nei processi assistenziali e abbiano in questi anni garantito i servizi all'utenza con grossi sacrifici e professionalità prima con la cooperativa poi con l'azienda a tempo determinato».

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