Il Tirreno

Tragedia del pullman Supplemento di indagine sulla salute dell'autista

Sopra il pm Federico Manotti; in alto l’incidente del pullman francese
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Sopra il pm Federico Manotti; in alto l’incidente del pullman francese

Manotti vuole capire se qualcuno sapeva della cardiopatia Verranno sentiti il datore di lavoro e il medico curante

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MASSA. Rogatoria con la Francia per l'incidente del pullman trasalpino sulla A12 che è costato la vita a tre persone. Il pm Federico Manotti vuole vederci chiaro sulla cardiopatia di Angelo Saraceno, l'uomo che era al volante del mezzo. Con quella patologia in Italia non sarebbe stato idoneo a fare l'autista, invece in Francia è stato possibile. Così il sostituto procuratore chiererà agli organi d'oltralpe competenti. Ma soprattutto Manotti vuole capire se il datore di lavoro di Saraceno sapeva o no che il suo dipendente era malato.  Oltre a Saraceno nell'incidente persero la vita lo studente Emile Borderie, 13 anni, e Agnes Besse, 39 anni, insegnante di storia e geografia.

Dall'autopsia eseguita dal medico legale Maurizio Ratti si è scoperto che Saraceno soffriva di una grave patologia cardiaca, incompatibile con i lunghi viaggi, causa di stress: ipertrofia concentrica delle sezioni del cuore.  Resta da capire se l'uomo lo sapeva oppure no. Per questo verranno chieste le cartelle cliniche, verranno interrogati anche il medico curante e la moglie dell'autista. Certo che dagli esami specifici effettuati sul cuore sembra davvero strano che nessuno sapesse nulla di quella patologia. Per questo Manotti ha deciso di approfondire, chiedendo un supplemento di indagine. 

A convimcere il pm ad approfondire le cause dell'incidente è stata proprio la relazione di Ratti. Secondo il medico legale della procura di Massa-Carrara, l'autista «non era nelle condizioni di sicurezza per guidare un pullman e affrontare tante ore di viaggio. È stato stroncato da un'aritmia cardiaca maligna». Era un cardiopatico, anche se è da accertare se lo sapesse oppure no. Saraceno era un paziente a rischio: aveva tutti i parametri sballati, soffriva di pressione alta. In poche parole era un soggetto con possibilità di morire rispetto alla media superiori di 5 volte. Da qui le domande degli inquirenti: possibile che l'autista fosse all'oscuro di tutto, possibile che la ditta che lo aveva alle dipenden ze non ne sapesse nulla, possibile che i vari organi di controllo francesi non sapessero il rischio che correva chi veniva trasportato da Saraceno? Le indagini Oltralpe partiranno nei prossimi giorni. Per ora il pm ha chiesto l'acquisizione di alcuni atti, poi valuterà se interrogare il medico curante di Saraceno e la moglie.

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